Tsunami Tour: Il docufilm su Beppe Grillo, resoconto della presentazione alla stampa

Lunedì 8 aprile si è tenuta a Roma, al cinema Alcazar, la proiezione in anteprima del documentario Tsunami Tour – Un comico vi seppellirà di Gianluca Santoro e Chiara Burtulo, un documentario che racconta il dietro le quinte della campagna elettorale che ha rivoluzionato il volto della politica italiana, quella di Beppe Grillo. The Voice Over era presente ed ha partecipato anche all’incontro con gli autori, col regista Francesco G. Raganato e con l’autore delle musiche Santi Pulvirenti.

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Qualunquista o fustigatore? Demagogo o Rivoluzionario? Chi è veramente Beppe Grillo, il vincitore delle elezioni politiche più incerte della storia della Repubblica? E cos’è il Movimento 5 Stelle? Un semplice movimento di protesta? O una vera e propria rivoluzione culturale?

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Tsunami Tour – Un comico vi seppellirà è una testimonianza diretta della campagna elettorale grazie alla quale Beppe Grillo ha conquistato il 25% dell’elettorato italiano, portando il Movimento 5 Stelle ad essere il primo partito d’Italia. E’ un documentario inedito che racconta il viaggio on the road al seguito del tour del comico genovese: 40 giorni e 87 piazze, un lungo itinerario attraverso un paese in crisi d’identità, che mostra i confini e le spaccature di un paese diviso e deluso dalla politica tradizionale. Ma se questo è un dato di fatto che non stupisce neanche più, quello che incuriosisce è cercare di scoprire chi sia veramente quest’uomo molto spesso sfuggente e sempre restio a farsi intervistare. A queste e molte altre curiosità hanno cercato di rispondere gli autori ed il regista del film, che hanno incontrato la stampa dopo la proiezione in anteprima all’Alcazar di Roma.

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Uno degli autori, Gianluca Santoro è stato chiaro nel presentare il film: “Non è un film inchiesta, né ha mai voluto esserlo, non avevamo la volontà né la voglia di fornire noi delle risposte al fenomeno. Da giornalisti abbiamo seguito una situazione che stava sotto gli occhi di tutti, nelle piazze. Siamo andati a vedere di cosa si trattava da vicino, perché da giornalisti sentivamo che fosse un fenomeno da osservare e capire”. Chiara Burtulo, co-autrice del film aggiunge: “Siamo partiti non sapendo bene cosa fare in quanto il nostro timore era quello di trovarci con tre comizi al giorno tutti i giorni. Non sapevamo che ci sarebbe stata la possibilità di vedere un’Italia così interessante”.

Alla domanda su come sia nata l’idea del documentario e su come abbiamo fatto gli autori ad entrare nelle grazie di Grillo, sempre restio a concedersi ai giornalisti, Santoro risponde: “E’ un film nato per caso, ma noi abbiamo avuto la fortuna di seguirlo dall’inizio, dalle piazze più piccole, e quindi piano piano Grillo si è abituato alla nostra presenza costante. Non c’è stata nessuna ammissione formale, noi non abbiamo neanche chiesto troppo di andare oltre quello che era l’accesso consentito a tutti”. “L’intervista nel camper ad un Grillo sdraiato e scomposto è stato un caso straordinario – aggiunge il regista Francesco Raganato – dopo aver insistito tanto coi suoi collaboratori, un giorno ha detto “vabbè..falli salire”. Si è così instaurata una complicità tra il nostro operatore, Alessandro Cartosio, e Grillo, basata sulla sincerità”. “Grillo ha visto il nostro operatore che lo seguiva costantemente, lo ha fermato e gli ha chiesto chi lo mandasse: quando ha saputo che erano riprese per un documentario e che la produzione fosse indipendente, ha apprezzato la sincerità” – ribadisce l’autrice – “Noi approfittavamo soprattutto delle occasioni che potevano avere tutti, ma abbiamo scelto anche di seguirlo dove altri non andavano, dormendo nei loro stessi alberghi e facendo le poste la mattina presto sotto i bed and breakfast”.

Alla domanda se Grillo abbia visto o no il film il regista risponde di no, di non aver avuto riscontri visto che, a differenza di come molti pensano, il loro documentario non è affatto sponsorizzato dal M5S.

Una critica mossa agli autori è che dal punto di vista stilistico in alcuni punti il film può apparire come un documentario fortemente agiografico, che non propone un contradditorio particolarmente elaborato, scegliendo di non mostrare contestazioni famose, come quella avvenuta al comizio di Livorno, dove Grillo fu additato dalla folla come un fascista ed un dittatore. Chiara Burtulo risponde che “la scelta è stata quella di mostrare Grillo per quello che Grillo racconta dal palco, per quello che racconta ai giornali stranieri. Abbiamo deciso di non far vedere cosa non ci convince di Grillo, ma di mostrare le contraddizioni che lui tira fuori dal palco, sia per quello che dice, sia per come si relazione col pubblico. Le contestazioni ci sono state, ma soprattutto c’è stato uno scambio in cui un leader politico non si è mai sottratto al confronto, buono o cattivo che sia”. “La scelta di omettere determinati episodi di contestazione è stata essenzialmente una scelta di natura narrativa” – spiega Santoro – “Abbiamo voluto inserire altre forme di dissenso, come quella tra Grillo e la ragazza sotto il palco, semplicemente perché erano cinematograficamente più efficaci e perché le altre contestazioni erano già note al pubblico televisivo”.

 Nel road movie c’è anche spazio per i rimandi cinematografici. Infatti il regista ci racconta che “ad un certo punto nel girare il film, per me Grillo e i suoi tre scudieri (il suo autista Walter Vezzoli, il responsabile dello streaming Salvatore Mandarà e Pietro, il gestore del blog) sono diventati una sorta di picari che giravano l’Italia; da qui anche la scelta di utilizzare una musica western, quasi a sdrammatizzare questo viaggio, forse anche a sottolinearlo perchè effettivamente sono quattro persone che con un camper, con delle fette di pane e salame e con un po’ di vino rimediato a Matera hanno girato l’Italia da nord a sud”. “Un chiaro omaggio a Morricone” aggiunge il musicista Santi Pulvirenti. “Dal punto di vista registico-narrativo per questo film parla di un viaggio di un gruppo di persone di quattro maschere della commedia dell’arte” – continua il regista – “La novità di questo documentario – afferma Santoro – è la commistione di linguaggi differenti, visto che io e Chiara siamo giornalisti, mentre Francesco viene dal cinema. Ci siamo fatti delle concessioni l’un l’altro, con l’idea di raccontare qualcosa in modo diverso dal classico documentario”.

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Guardando il fenomeno di Grillo e del M5S oggi, dopo le elezioni, viene da chiedersi se gli autori ad un certo punto avessero intuito che quello che stavano filmando sarebbe diventato l’elemento di svolta nelle elezioni del 24 e 25 febbraio. A rispondere è Santoro. “Dopo l’attraversamento di Grillo dello stretto di Messina, io cominciai a pensare che quello che stava accadendo sarebbe diventato qualcosa di grosso, e quando si annunciò che il M5S avrebbe fatto la campagna elettorale, io dissi a Chiara che secondo me avremmo dovuto fare un documentario”. L’autrice poi approfondisce la prassi comunicativa del comico genovese: “lui è essenzialmente un uomo di spettacolo, ha sempre portato la politica al servizio del suo spettacolo. In una piazza in particolare, a Genova, la sua città, Grillo è stato molto poco politico e molto più uomo, commuovendosi per l’affetto ed il calore di una piazza difficile come quella della sua Genova. In ogni comizio però luiaveva sempre il suo canovaccio: partiva da una notizia del giorno, passando poi a parlare di qualcosa di locale, meritandosi l’attenzione della piazza specifica. Paradossalmente Piazza San Giovanni a Roma è stata la piazza meno reattiva al suo spettacolo e più stanca, sia per lui che era stanchissimo, ma anche per la gente”. “Ma è stato credo proprio in quella piazza che sia lui che la gente fossero più seri e consapevoli, diversi dalla gente delle prime piazze – afferma Santoro – in quella piazza credo che si avesse la sensazione che quel comizio fosse la premessa di quello che poi sarebbe accaduto”.

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Crediamo che il film sia un documento inedito – dice l’autrice – unico perché siamo convinti che questo Grillo così come l’abbiamo filmato sia un Grillo che non vedremo più, in mezzo alla gente, senza scorta e spontaneo, che sale su palchetti di paese improvvisati ed abbraccia gli esodati che lo chiamano sotto il palco”.

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Un’altra caratteristica stilistica del film è l’uso molto grillino che il regista fa dei giornali, inquadrandoli stesi al vento o mentre bruciano, riprendendo uno dei cavalli di battaglia di Grillo, quello dell’informazione vecchia, inutile e che va bruciata. “E’ vero – risponde il regista – bruciare i giornali piuttosto che utilizzare le interviste ai vari giornalistici, coi loro volti contenuti in queste piccole tv vintage, manifestano una volontà d’interpretare in maniera dissacrante i mass media”.

Invece cosa ne pensa Santoro, da giornalista, del fatto che Grillo scelga di non concedersi ai giornalisti? “Io credo che non sia mai buono rifiutare il confronto, ma, come giornalista, dico anche che se qualcuno non vuole parlare con noi, dobbiamo anche noi porci delle domande e capire il perché di questo atteggiamento, senza sentirci parte di una categoria a cui spetta sempre tutto di diritto”.

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Infine Santo Pulvirenti conclude dicendo che “il documentario vuole raccontare il momento dell’attesa, anche attraverso la scelta talvolta di musiche dolci e malinconiche legate ai volti della folla nelle piazze, altre volte scegliendo la classica musica western. Raccontare l’attesa, senza immaginare per forza gli scenari futuri. Semplicemente volevamo raccontare un fenomeno che comunque è prettamente italiano, perché un comico che porta 163 deputati in Parlamento che in Europa non hanno mai visto. Una realtà con cui le forze politiche non possono non fare i conti”.

Tsunami Tour – un comico vi seppellirà è un documentario prodotto dalla Todos Contentos y yo tambien, dei giornalisti Gianluca Santoro e Chiara Burtulo, per la regia di Francesco G. Raganato. Il film essendo autoprodottosarà nelle sale italiane nell’unica data del 10 Aprile mentre a fine mese uscirà un libro + DVD con Sperling e Kupfer. Sempre a fine aprile il documentario sarà distribuito anche all’estero nei principali Paesi Europei e negli Stati Uniti, mentre a maggio verrà trasmesso in Italia anche sul piccolo schermo.

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Serafina Pallante

Laureata al DAMS di Roma. Appassionata di cinema in tutte le sue forme ed espressioni, studia per diventare critico cinematografico. Su TheVoiceOver si occupa della sezione Recensioni.

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