Attacco al Potere – Olympus Has Fallen: la recensione

Attacco al Potere – Olympus Has Fallen può essere definito come uno dei film più attuali degli ultimi anni. Ispirato alle tensioni politiche tra USA e Corea del Nord riguardo la sperimentazione di ordigni nucleari, sembra quasi essere un film profetico, visto che solo pochi giorni fa la Corea del Nord ha minacciato gli Stati Uniti D’America di un attacco nucleare. Un’agghiacciante coincidenza tra realtà e fiction che potrebbe far tremare di paura lo spettatore, se non fosse che invece provoca l’effetto contrario, cioè quello di farlo ridere.

Ma partiamo dalla trama. Un gruppo di estremisti nord-coreani attacca la Casa Bianca prendendo in ostaggio il Presidente Benjamin Asher, interpretato da Aaron Eckhart, ed il suo staff all’interno del bunker presidenziale sotterraneo. Il loro obbiettivo è quello di distruggere l’intera nazione degli Stati Uniti attraverso le loro stesse armi nucleari. L’unica speranza per evitare la catastrofe è Mike Banning, l’ex responsabile della sicurezza del Presidente, interpretato da Gerard Butler, che, rimasto l’unico membro dei Servizi Segreti ancora vivo nell’edificio assediato, diventa gli occhi e le orecchie del portavoce della Casa Bianca Allan Trumbull, interpretato da Morgan Freeman.

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Un action-thriller classico, alla “Die Hard” per stessa ammissione di Butler, produttore oltre che attore del film, se non fosse per l’elemento di novità nella scelta dei cattivi, non più russi o arabi, ma nord-coreani. Da qui la stringente e sconcertante somiglianza con la situazione politica attuale, anche se bisogna precisare che nel film non è il Governo nord-coreano ad attaccare, ma una singola cellula terroristica. Il tema terroristico e la conseguente autocelebrazione della bandiera americana sono sempre stati al centro delle produzioni hollywoodiane, a partire da film come The Siege del ’98, la già citata serie Die Hard fino a film recentissimi come “The Hurt Locker” e “Zero Dark Thirty”, entrambi di Kathryne Bigelow.

Sembra proprio che negli ultimi anni, maggiormente in seguito all’attentato dell’11 Settembre, l’America senta un impellente bisogno di rimarcare il proprio patriottismo ancora più del solito, di esaltare figure presidenziali con film come “Lincoln” o “A Royal Weekend”, e di ripercorrere al cinema il tabù delle minacce terroristiche, dove ad attaccare la Casa Bianca non può che essere un gruppo di kamikaze e dove il salvatore non può che essere un agente dei servizi segreti burbero e con uno spiccato sarcasmo: anche “Olympus Has Fallen” fa parte di questo filone, anzi possiamo dire che risulta essere originale solo grazie all’astuta scelta di farlo uscire nelle sale qualche mese prima del suo film gemello “White House Down” di Roland Emmerich, altro film in cui salta in aria la Casa Bianca.

Ma gusti cinematografici a parte le premesse del film sono tutto sommato buone, se non fosse, come detto prima, che il film invece di provocare tensione e drammaticità in chi guarda, risulta essere alquanto esilarante e divertente. Alla minuziosa ricostruzione dell’attacco terroristico alla Casa Bianca, studiato nei minimi dettagli, con sequenze d’azione notevoli per fedeltà e verosimiglianza, il film poi è un interminabile insieme di battute ad effetto ma che non fanno effetto per niente e di dialoghi che vorrebbero essere epici ma che sono essenzialmente banali, stucchevoli, assurdi e soprattutto esilaranti, dando l’impressione di assistere ad una parodia di un attacco terroristico. Nelle sequenze d’azione traspare tutta l’intenzione del regista Antoine Fuqua di rendere l’attacco il più verosimile possibile e di trasmettere la reale minaccia di assalto all’Olimpo del Potere, ma quello che sfugge è una verosimiglianza anche nell’evolversi della storia e nella costruzione dei personaggi. E’ la sceneggiatura ad essere l’anello debole, a causa forse della poca esperienza degli esordienti Creighton Rothenberger e Katrin Benedikt, che elaborano una trama a tratti tagliata con l’accetta.

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Anche il cast stellare non brilla certo per originalità e bravura: i personaggi sono piatti e di poca rilevanza, nessuno è decisivo e memorabile, dalla stereotipata interpretazione di un giovane presidente alla J.F.K di Eckhart, fino ad arrivare al premio Oscar Morgan Freeman che non regala nessuna grande interpretazione. L’unico di cui ti ricordi una volta uscito dal cinema è il personaggio di Butler, che per quanto stereotipato nel ruolo dell’antieroe che solo soletto salva l’America a suon di parolacce e battute di spirito, è l’unico in grado di tenere alta l’attenzione.

Attacco al Potere – Olympus Has Fallen è essenzialmente un action tutto esplosioni, rallenti di bandiere americane bruciate e rimandi all’11 Settembre (una scena in particolare è praticamente la copia del crollo delle Torri Gemelle visto migliaia di volte in TV), dove la regia è una regia operaia ed invisibile, e dove neanche gli effetti speciali riescono a risollevare la scena, perché brutti ed artefatti in stile videogame. Forse anche il doppiaggio italiano ci mette lo zampino nel rovinare questo film, in quanto viene da chiedersi se nomignoli in codice tipo “il calderotto è in salvo” siano frutto della mente degli sceneggiatori o solo il risultato di uno scarso doppiaggio. Sicuramente non è una perla del genere, ma gli amanti dell’action-thriller lo apprezzeranno comunque, mentre vade retro per chi è stanco di vedere per l’ennesima volta un film in cui gli americani sono in preda ad un attacco di manie di persecuzione.

 

TheVoiceOver.it ha partecipato alla conferenza stampa a Roma, clicca qui per conoscere le dichiarazioni rilasciate da Gerard Butler e Aaron Eckhart.

 

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Serafina Pallante

Laureata al DAMS di Roma. Appassionata di cinema in tutte le sue forme ed espressioni, studia per diventare critico cinematografico. Su TheVoiceOver si occupa della sezione Recensioni.

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