Sono Un Pirata, Sono Un Signore: resoconto della conferenza stampa

Il 16 Aprile, al cinema Barberini in Roma si è tenuta la conferenza stampa di Sono Un Pirata, Sono Un Signore di Eduardo Tartaglia, regista di “La Valigia sul Letto” e “Ci sta un francese, un inglese e un napoletano”, con gli interpreti Francesco Pannofino, Maurizio Mattioli, Giorgia Surina, Veronica Mazza e Ernesto Mahieux.

Alessandro Tartaglia (Mitar Group) produttore di Sono Un Pirata, Sono Un Signore in collaborazione con Rai Cinema, ha dato il via all’incontro stampa ringraziando l’intera troupe, cast tecnico e artistico per i sacrifici compiuti per lavorare a questo film. Tartaglia ha definito la pellicola un vero e proprio lavoro di squadra che ha condotto alla realizzazione di un film “garbato e educato”; il produttore ha proseguito poi con una sorta di “appello” alla stampa:

Oggi abbiamo una responsabilità nel cinema, ovvero quella di aiutare chi con coraggio tenta dei progetti con bassi costi, va dato atto a chi prova con coraggio di affrontare certe sfide. Se intravedete in questo film qualcosa a livello produttivo, a livello artistico di buono e credo ke ci sia sinceramente, aiutate questi progetti a livello mediatico per far si che nasca una nuova era, per consentire una continuità a questo mestiere.

É poi intervenuto il regista Eduardo Tartaglia che ha ribadito i ringraziamenti all’intera troupe e ha poi dato spazio agli attori che hanno rilasciato delle dichiarazione in merito a questa loro esperienza lavorativa.

Francesco Pannofino: Questa è una commedia deliziosa, è un piacere interpretarla, le improvvisazioni sono state tutte concordate durante le prove delle scene. Noi non ci conoscevamo per niente, ci siamo trovati subito, si è creata quell’atmosfera, per altro anche sull’isola di Cuba si lavora bene e poi la presenza di Maurizio Mattioli, uno degli uomini che fa più ridere, era difficile andare avanti, una battuta continua, è un mitragliatore veramente…ci siamo divertiti e credo che si divertirà anche il pubblico.

Maurizio Mattioli: Quando c’è il piacere di trovarti a Cuba o in qualsiasi altro posto del mondo, lontano da casa tua con delle persone che non hai scelto, quando ci si trova a fare un film con persone con le quali vai d’accordo, non c’è mai uno screzio, questo credetemi fa bene al film, fa bene al lavoro.

Giorgia Surina: Io non posso che ripetere quello che hanno detto loro, ci siamo divertiti parecchio a Cuba, è stato un momento bello e quando ti trovi a lavorare e ti diverti tanto speri si trasmetterlo a chi guarda. La storia è molto semplice però è fatta di personaggi autentici, veri non costruiti, non sono macchiette, abbiamo voluto portare la realtà sullo schermo con una situazione più o meno verosimile, quella di un rapimento che per altro è veramente all’ordine del giorno in questi ultimi periodi, però quello che veramente ci fa piacere è raccontare una storia che parla di persone che possono essere veramente la persona della porta accanto, ma che comunque contiene in se il segreto di poter trasformare in qualche maniera un episodio difficile come il rapimento in qualcos’altro , l’ironia che aiuta ogni giorno ognuno di noi ad andare avanti, a voltare pagina, a trovare la forza in più per sorridere, è questo il messaggio e ci teniamo tantissimo.

Veronica Mazza: Io sono un attrice napoletana e lo sono in maniera molto fiera e orgogliosa e in questo film ho tentato di mettere delle cose che ricordano la nostra comicità napoletana, il personaggio di Stefania è un personaggio forte che reagisce alle disavventure di questa vicenda in maniera colorata però a suo modo vera quindi è un tipo di recitazione voluta, studiata e preparata in sede alla regia.
É un film in cui noi crediamo ed ha sicuramente un cuore romantico, è una storia in cui i personaggi trovano un attimo di serenità da un occidente un po’ troppo movimentato. Stefania è una ragazza in guerra, nel senso che in occidente cerca di portare avanti appunto un negozio che nn va bene, ha una serie di difficoltà economiche, nasconde delle paure della relazione di coppia e in questa strana vicenda, che le sembra davvero incredibile, invece trova lo spazio e il tempo per fare una riflessione su stessa, su quello che vuole, su dove vuole andare, e forse dove vuole andare è esattamente dove è arrivata. Per me è stato un piccolo gioco a togliere l’agitazione, una sorta di elogio verso la lentezza e guardare cose come il mare. Ci siamo divertiti, anche se io ho avuto la bronchite.

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Da dove nasce l’idea dei pirati? Perché i pirati e non un altro tipo di immaginario?

Eduardo Tartaglia: È chiaro che io in quanto autore contemporaneo non posso non subire le suggestioni di quello che mi accade intorno, il segreto di una scrittura attuale è prestare un po’ d’attenzione. Devo dire la verità, in linea di massima ho sempre provato ad anticipare i temi prima che diventassero estremamente attuali, l’instant movie non mi ha mai interessato più di tanto, se qualcuno di voi ha un minimo di conoscenza di quello che ho fatto, anche e soprattutto a teatro e poi al cinema sa che ho sempre affrontato dei temi prima che diventassero di forte attualità. Ho pensato al rapimento dei pirati prima che diventasse così estremamente e drammaticamente attuale perché mi capitò e ti parlo di un 4, 5 anni fa di assistere ad una curiosa intervista presso una tv regionale alla famiglia di un marittimo della costiera amalfitana rapito in un mercantile alle coste dell’Africa, e naturalmente con tutto il rispetto massimo per la questione che comunque era tragica, a me veniva da ridere perché il giornalista continuava a tormentare i poveri famigliari di questo marittimo napoletano di estrazione sociale non altissima e quindi non in grado di parlare come un professore universitario di diritto internazionale, e loro continuavano a dire “torn sta cas aspett a te”, questo conflitto emotivo che sicuramente mi provocava quest’intervista, eventi molto drammatici ma raccontati con la distorsione del racconto comico, mi era rimasto un pochettino dentro nella memoria e due anni fa è venuta fuori una sceneggiatura e per questioni di tempistiche cinematografiche ci è capitato di uscire in questi giorni in cui i rapimenti sono contemporanei a noi, ma lungi da me l’idea d voler cavalcare il clima di attualità, spero come autore di nn doverlo mai fare.

Domanda per il regista: Se dovesse scegliere, il teatro o il cinema?

Eduardo Tartaglia:  Io nn posso non dirmi una persona che viene dal teatro,  il teatro è casa mia, sono nato in teatro, mi sono formato in teatro, è chiaro non posso più nasconderlo, non posso più dire che il cinema è una parentesi fortunata, è ormai una parte della mia carriera quindi so anche che un’estrazione teatrale ha un equo nel mio modo di scrivere per il cinema, probabilmente nella mia regia, sicuramente nella mia recitazione, però quelli che forse all’inizio potevano essere anche dei limiti oggi me li tengo come delle caratteristiche, sono un artista che viene dal teatro e che con le sue caratteristiche fa il cinema. Questa sceneggiatura non viene da nessuna pièce teatrale, sono una persona che si è formata nel teatro e che forse sta imparando, ha imparato a raccontare le storie al cinema. “La valigia sul letto” è stato un successo regionale ma poi è stato molto apprezzato suo teleschermi, a Napoli è diventato un film cult, le persone non mi dicono ho visto “La valigia sul letto” ma mi dicono quante volte lo hanno visto, e per me che sono napoletano, sono un fruitore d’arte napoletana e se passa un film di Totò in qualsiasi momento poso il telecomando e lo vedo, quando noi napoletani amiamo quella proposta la amiamo in tutto e per tutto, ed essere diventato anche se in minima parte componente di questa famiglia a cui i napoletani vogliono bene mi rende molto orgoglioso; spero di fare con questo film qualche punto in più fuori Napoli, di raccattare affetto da chi napoletano non è.

Domanda per i produttori: Che obbiettivi ha la produzione? Che tipo di aspettative e che tipo di limiti vede?

Alessandro Tartaglia:  Sicuramente il momento è quello che è, sicuramente non abbiamo mai pensato in questo percorso di avere un film bomba, un caso particolare per arricchirci, abbiamo sempre pensato a piccoli passi, perché crediamo che sia il percorso più giusto,perché con questo film sicuramente vorremmo aprirci una finestra di conoscenza ad un pubblico che va oltre la Campania, vuoi per il cast, vuoi per il linguaggio usato, vuoi per le ambientazioni diciamo diverse dagli altri film, cercando di staccarci da quella che è la nostra origine (dicono sempre che in Campania, a Napoli ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli), è giusto anche provare a misurarci con un mercato che probabilmente ci darà torto o ragione ma strategicamente vorremmo aprirci piccole finestre. Oggi la sala tranne in pochi casi e il mercato estero, nn so di cosia stia vivendo, le strategia sono volutamente queste e ci tengo come operatore del settore a provare a dare coraggio a questi progetti piccoli che richiedono tanti sacrifici, la comunicazione deve essere veramente di supporto a questo tipo di progetti, qst credo sia il presente, non c’è più spazio x il cinema di 4-5 anni fa, ci si deve ridimensionare sul discorso economico.

 

Veronica Mazza: C’è un problema nel meccanismo del cinema, i prodotti artistici si riescono a realizzare perché gli artisti sono degli strani professionisti che arrivano sempre fino in fondo al progetto, anche a costo vi giuro della propria salute, è dopo che il meccanismo si ferma. Quando criticate il prodotto artistico perché è il vostro lavoro cominciate a criticare il sistema perché questo dovrebbe essere un sistema che deve dare uno sfogo ad un film che comunque è costato un milione di euro e che non può stare nelle sale dal 18 aprile solo per un weekend e morire, ma deve avere un futuro che dev’essere forse inventato, un protezionismo nn lo so come mettere nei freccia rossa l’obbligo di vedere solo film italiani; i soldi pubblici vengono affidati alla distribuzione di sale private ed è una cosa assurda. Un sistema che così non può continuare.

Sono Un Pirata, Sono Un Signore è un film di Eduardo Tartaglia con Francesco Pannofino, Maurizio Mattioli, Giorgia Surina, Veronica Mazza e Ernesto Mahieux. Il film è disponibile nelle sale da oggi, 18 Aprile 2013 dalle 70 alle 80 copie.

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Silvia Piccoli

Studentessa in Scienze della Comunicazione con una grande passione per il cinema, si occupa dell'amministrazione di TheVoiceOver.it ed in particolare gestisce le sezioni Film (Clip e Featurette), Movie Trivia e Premi/Festival.

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