World War Z: il resoconto dei primi 40 minuti in anteprima

Ieri a Roma si è svolta l’anteprima dei primi 40 minuti dell’attesissimo World War Z, film diretto da Marc Foster con Brad Pitt nel ruolo di protagonista e produttore, in uscita il 21 giugno 2013, in Italia il 27. The Voice Over era presente ed ecco per voi il commento.

Innanzitutto qualche parola sulla presentazione del film alla stampa bisogna spenderla. L’anteprima si è svolta presso La Casa del Cinema a Villa Borghese, che per l’occasione è stata allestita in modo alquanto particolare. Lungo il percorso dall’entrata alla sala si è cercato di ricreare un ambiente devastato dalla distruzione e dall’epidemia, con transenne e macerie posticce che davano più un’aria da cantiere abusivo, circondate da scatoloni/kit di sopravvivenza da aprire solo una volta usciti dalla sala (che si scopre poi essere pieno di dolci, bibite e snack, della serie “non puoi sopravvivere ad un’epidemia se non hai con te un KitKat”). Ad accogliere gli spettatori una coppia di agenti in tuta bianca e mascherina pronti a guidarti lungo il percorso ed in più una coppia di militari, con maschere antigas intenti a proteggerti dal contagio facendoti indossare un braccialetto fluorescente (“Questa è una zona contaminata, per la vostra sicurezza indossate questo braccialetto!”). Roba da non credere. Più che all’anteprima di World War Z mi sembrava di essere sul set di Zombieland.

La pellicola viene presentata come pazzesca, il film evento dell’estate 2013 e le sequenze che vengono mostrate sono un collage di varie scene, alcune ancora da perfezionare, con la presenza di numerosi green, blue screen ed animatronics ancora da definire in digitale. I 40 minuti sono in inglese chiaramente e buona parte delle scene non sono rifinite dal punto di vista sonoro. E’ d’obbligo l’avvertenza sull’incompletezza di alcune scene e soprattutto sulla loro natura slegata, in quanto esse consentono di dare solamente un’idea generale del film e delle sue parti salienti, senza poter esprimere un giudizio chiaro e completo.

Essendo un’anteprima di pochi minuti il commento contiene spoiler, quindi chi non volesse sapere nulla può tornare qui il prossimo 27 giugno.

La storia segue Gerry Lane (Brad Pitt), un ex agente delle Nazioni Unite, che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare un’epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

Il film nei suoi 40 minuti dimostra un potenziale maggiore rispetto a ciò che viene mostrato nel trailer, sia per ciò che riguarda la maestosità delle riprese che per l’alto grado di tensione di ogni sequenza. Vero è che le sequenze mostrate sono per lo più (se non tutte) d’azione, dal ritmo serrato, legate tra loro in modo netto, senza l’intermediazione del montaggio di scene di dialogo o di transizione, quindi l’impatto emotivo del film può anche essere frainteso: ma nel complesso la drammaticità e il pathos sono comunque elementi centrali e preminenti.

Un’altra caratteristica importante e di grande novità è la rappresentazione logistica dell’epidemia, che non si limita ad una sola area geografica: al cinema siamo soliti assistere a contagi che minacciano l’intera umanità, ma molto spesso il resto del mondo viene solo nominato. Qui invece viene mostrato, Brad Pitt si reca davvero da un luogo all’altro alla ricerca delle cause e della fonte dell’epidemia, passando da Philadelphia per la Corea del Sud fino a Gerusalemme, in un arco di tempo che, pare d’intuire, sia scandito come un diario di bordo.

Ciò che invece resta invariato, almeno nelle sequenze mostrate, è la caratterizzazione degli zombie, qui chiamati zedek, che come al solito sono esseri senza personalità, senza alcuna capacità di pensiero, feroci e dalla furia inarrestabile. Tutte caratteristiche già viste negli zombie-movie, anche se in World War Z a colpire è la brutalità degli attacchi dall’alto, la maestosità con cui vengono rappresentate le orde d’infetti, con panoramiche e piani sequenza in elicottero mozzafiato, ma anche il realismo degli attacchi ravvicinati, dove gli zombie, anche se ancora da perfezionare con la CGI, sono tutti incredibilmente assatanati ma mai inverosimili.

Nelle sequenze mostrate non manca anche un minimo di emozione e di sentimento: il protagonista non è solo testimone di violenze inaudite, ma è anche mostrato nel suo ruolo di padre e marito, disposto a separarsi dalla famiglia per scoprire le cause del contagio. Non è ben chiara l’importanza del protagonista all’interno della spedizione di ricerca, ma si coglie la sua visione personale del fenomeno che osserva (visto l’ampio uso di soggettive), il suo sguardo attento su ogni minimo dettaglio che può condurre alla risoluzione del problema.

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Le scene mostrate sono essenzialmente sei:

  • La prima sequenza mostra un Brad Pitt che si sveglia legato ad una brandina, mentre due uomini lo fissano (uno dei due è tra l’altro il nostrano Pierfrancesco Favino, che recita in un inglese eccellente e che si spera ricopra un ruolo non solo marginale). I due personaggi iniziano ad interrogarlo in merito ad un incidente aereo (probabilmente quello mostrato nel trailer) nella quale lui è rimasto coinvolto ed è l’unico sopravvissuto. “Sei un bastardo! E sei fortunato!” gli dice uno dei due in tono ostile. La sequenza reca la dicitura 7° giorno e immediatamente dopo viene mostrato un flashback che riporta Gerry a Philadelphia. Questa prima sequenza, per la sua natura lenta e criptica, potrebbe benissimo essere la primissima scena, cominciando la narrazione del film tutta in flashback proprio da questo momento. In questa seconda scena all’interno di una prima sequenza troviamo Gerry Lane e la sua famiglia imbottigliati nel traffico (altra scena presente nel trailer). E’ questo il momento dell’attacco epidemico: Gerry capisce che qualcosa non va e decide di uscire dall’auto quando improvvisamente la gente comincia ad urlare e si assiste alle prime trasformazioni di uomini in zombie. La città è nel caos e Gerry riesce a mettere in salvo la sua famiglia a bordo di un camper per tentare la fuga. Da qui vi è una grande panoramica dall’alto e compare il title “World War Z”: scelta interessante quella di mostrare il titolo del film dopo 10 minuti buoni di scene ad alta tensione.
  • Stacco e la scena seguente vede Gerry e la sua famiglia mentre tentano di fuggire da un gruppo di zombie verso il tetto di un edificio. La scena è girata lungo le scale del palazzo e seppur illuminata di rosso in modo inquietante è comunque una scena banale, da manuale, dove ti aspetti esattamente di vedere uno zombie sbucare da dietro un angolo preciso. Toccante però è l’inquadratura in cui Brad Pitt, temendo di essere stato morso, è pronto a gettarsi dal palazzo dopo aver contato fino a 12, il numero di secondi necessari al contagio. Dopo di ché un aereo arriva finalmente a portare in salvo la famiglia Lane.
  • La sequenza successiva è ambientata su una portaerei delle Nazioni Unite, il centro operativo militare dove si cerca di stabilire un piano di salvataggio dall’epidemia. Come da tradizione ci viene mostrata la mappa del pianeta coi puntini rossi infetti che si diffondono su tutta la popolazione: “la vita per come la conosciamo giungerà al termine” afferma un generale. Divertente è la battuta sul Vaticano, che è stato addirittura trasferito a Dublino (ricorda tanto una battuta circa la volontà degli italiani rispetto alle catastrofi già sentita in 2012 di Roland Emmerich). In questa sequenza si rivela un po’ del passato di Gerry, del motivo per cui l’ONU lo rivuole per risolvere questa situazione, visto il suo precedente lavoro presso le Nazioni Unite come esperto di epidemie. Gerry così accetta di collaborare, anche se con qualche resistenza, conscio del fatto che scoprire la causa del contagio sia l’unico modo di tenere al sicuro la sua famiglia.
  • La sequenza dopo mostra la dicitura 3°giorno e ci troviamo in Corea del Sud, dove il protagonista si reca per indagare su quello che si ritiene essere il primo contagiato. Ma le risposte non sono lì e Gerry Lane viene informato sia del fatto che gli zombie sono attratti dal rumore, e cosa più importante viene a conoscenza dell’indizio che lo condurrà ad Israele, che da anni sta costruendo un muro, a quanto pare non per difendersi da attacchi palestinesi, ma per difendersi da un attacco epidemico.
  • In questa sequenza ci troviamo quindi a Gerusalemme (probabilmente le due sequenze, anche se mostrate slegate tra loro, forse sono conseguenziali anche nel montaggio definitivo del film), l’unico luogo della Terra che pare sia preparato all’assalto. Questa sequenza è tutta dedicata alla presa della città da parte degli zombie, che vengono attirati dai canti intonati dai sopravvissuti, che Gerry cerca inutilmente di fermare: è qui che viene mostrata la spettacolare sequenza della piramide umana vista nel trailer, insieme ad altre sequenze piene di folla sia impaurita che feroce, una scena ad alto contenuto spettacolare. In più assistiamo al salvataggio da parte di Lane di una soldatessa che è stata morsa, al quale il protagonista amputa prontamente il braccio; ed è anche una scena criptica, dove viene in parte accennato al mistero del contagio: la telecamera indugia sullo sguardo di Gerry verso un ragazzo che sembra non venire neanche notato dalla folla impazzita dei contagiati, che fino ad ora abbiamo visto aggredire chiunque con scellerata rabbia. Forse c’è qualcosa che rende immuni dal contagio?
  • Il footage poi dimostra il collegamento tra la scena ambientata ad Israele e la famosa scena ad alta quota vista nel trailer. Infatti Gerry e la soldatessa ferita riescono a mettersi in salvo su di un aereo di linea che decolla, lasciando una Gerusalemme ormai in rovina. All’interno ci sono numerosi passeggeri e Gerry stremato tenta di riposare. Ma nel secondo scomparto dell’aereo intanto uno zombie ha appena azzannato una hostess che sta pian piano diffondendo il virus a tutti i passeggeri. In una serie d’inquadrature ad alto livello di tensione Gerry si accorge del contagio e tenta di arginare gli zombie: ma ormai i contagiati sono troppi e l’unica salvezza è quella di gettare una granata che spezzerà in due l’aereo facendolo precipitare, in una sequenza di spettacolarità ad alta quota (seppur ancora incompleta, con green screen e CGI abbozzata). Questa scena chiude il cerchio perché può essere presumibilmente ricondotta alla scena iniziale dell’interrogatorio di Lane sull’incidente aereo.

Nonostante il tema largamente utilizzato nel cinema americano, quello del contagio e dell’invasione di zombie, in questi 40 minuti World War Z mostra di possedere buoni requisiti per essere un grande blockbuster, con un ritmo rapidissimo, volto a lasciare lo spettatore senza fiato, con vorticosi movimenti di macchina, rapidi ma mai confusi: un concentrato di azione, di effetti speciali, di riprese mirabolanti ma anche di sentimenti autentici (Brad Pitt stupisce per autenticità e bravura in questo ruolo alla Will Smith in Io sono leggenda). Ma ricordatevi che è un film sugli zombie, o sugli zedek come si chiamano in questo caso, e che anche se l’argomento viene trattato in modo innovativo, comunque ciò che si vede in larga misura sono zombie, molti, moltissimi zombie.

Ecco il Trailer del film:

World War Z è un film di Marc Foster, prodotto dalla Paramount Pictures e dalla Skydance. Nel cast oltre a Brad Pitt che riveste anche il ruolo di produttore troviamo  Mireille Enos, James Badge Dale, Matthew Fox e Pierfrancesco Favino.

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Serafina Pallante

Laureata al DAMS di Roma. Appassionata di cinema in tutte le sue forme ed espressioni, studia per diventare critico cinematografico. Su TheVoiceOver si occupa della sezione Recensioni.

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