Hansel & Gretel – Cacciatori di Streghe, la recensione

…e vissero per sempre felici e contenti……..e dopo?

Ogni favola ascoltata da bambini si conclude più o meno così e se siete curiosi di sapere cosa succede dopo niente paura, perché a questo ci pensa il cinema. Si sa che quando ad Hollywood un filone funziona lo si spreme come un limone e così è anche per il nuovo trend delle favole classiche reinventate, riviste e modernizzate: si prende una favola  che popola l’immaginario della nostra infanzia e la si rimodella, la si approfondisce oppure la si ambienta in un contesto alternativo, mostrando il prima o il dopo dei vari personaggi. Complice forse l’enorme successo della serie TV Once Upon A Time, ecco nascere i vari Cappuccetto Rosso Sangue, Il Cacciatore di Giganti, Biancaneve e Biancaneve e il Cacciatore ed il prossimo Maleficent.

Ma se c’è una favola dall’aura raccapricciante, quella è sicuramente Hansel e Gretel. Ricorderete la storia: Hansel e Gretel sono i figli di un povero taglialegna che, non riuscendo a sfamarli, decide di abbandonarli in un bosco. Qui i due bambini scorgono una casa interamente fatta di marzapane e dopo averne assaggiato un po’, vengono invitati ad entrare dall’apparentemente dolce vecchina che abita la casa. Ma la vecchia è in realtà una strega intenzionata a mangiare i due fratelli che però, grazie alla loro astuzia ed al loro ingegno, riescono ad ucciderla bruciandola in un forno, per poi tornare a casa dai genitori carichi di ricchezze. Questa è sicuramente una delle più oscure e sadiche favole dei fratelli Grimm, quella dal potenziale più terrificante, e di questo si è reso bene conto il regista e sceneggiatore del film Tommy Wirkola, un regista norvegese dall’estrazione horror-splatter, autore di stravaganti zombie-movie come Dead Snow.

La favola classica però qui è solo un punto di partenza. La storia originale regalava un lieto fine, mentre in questa pellicola vediamo essenzialmente i due fratelli dopo 15 anni, ormai grandi, che non sono mai più tornati a casa, alle prese con il loro disturbo post-traumatico: in seguito alla loro tragica esperienza i due hanno perfezionato le loro abilità e sono diventati spietati e formidabili cacciatori di streghe. La loro fama è talmente grande che vengono chiamati dal sindaco di un villaggio per risolvere il mistero legato alle sparizioni di alcuni bambini. Ma quando si avvicina la famigerata “Luna di Sangue”, Hansel e Gretel incontrano un male che va oltre ogni strega che loro abbiano mai affrontato, un male che potrebbe conoscere il segreto del loro spaventoso passato.

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Mostrato in fretta l’episodio-tributo alla favola originale (prima dei titoli di testa, molto ben realizzati, che raccontano le truculente imprese che hanno portato i due fratelli a diventare temibili cacciatori di streghe, in una sorta di rassegna stampa animata stile medioevo), il film mostra dettagli tipici del folklore favolistico che si fondono con l’azione e con gli effetti moderni, restituendo una storia steampunk seicentesca dai toni splatter che più trash non si potrebbe, in cui ci sono armi da fuoco retrò ma dalla potenza futuristica, grammofoni artigianali e altri dettagli anacronistici che immaginano un passato filtrato dallo stile odierno. La storia è piena di elementi senza senso e di personaggi che non vengono portati fino in fondo, la sceneggiatura si attorciglia su se stessa ed è difficile da capire e molte scene, come quella iniziale della presentazione dei personaggi, sono pompose e plateali. Le sequenze d’azione d’ispirazione wuxia sono particolari, ma poco comprensibili e quindi a nulla serve l’ottimo lavoro fatto sulla resa tridimensionale del film, che paradossalmente risulta essere fastidioso.

Il tema è banale, quello degli eroi che devono fare i conti col proprio passato: ora i due fratellini sono delle superstar della caccia alle streghe (con tanto di groupie), pronti a spargere sangue ovunque, che picchiano forte ma vengono anche picchiati (tra l’altro senza farsi mai niente). Hansel e Gretel sono due ragazzi tosti e sboccati, ma in fondo ancora dolci ed innocenti, ancora traumatizzati e mai cresciuti, come si evince dalle scoperte stereotipate che compiono in solitaria, quella della sessualità per lui, e quella sentimentale per lei (Gretel infatti si lega ad un orco di orrenda CGI di nome Edward, riferimento forse a stucchevoli personaggi cinematografici futuri).

Un pregio va fatto alla realizzazione del look, delle movenze e delle morti truculente delle numerosissime streghe, a partire dalla mefistotelica Muriel, interpretata da Famke Janssen. A parte questi fattori tecnici che arricchiscono la visione, il film è completamente privo del fattore crescita e maturazione dei due protagonisti, che nonostante le esperienze e le sconvolgenti verità apprese, restano immutati dall’inizio alla fine, a differenza della favola che aveva come caratteristica principale l’elemento della furbizia come arma di salvezza, qui completamente sostituita dalla forza fisica. Insomma un progetto allettante ma realizzato senza una struttura solida e ben elaborata.

In Hansel e Gretel c’è una totale mancanza di logica e di coerenza, ma nonostante ciò il film è inaspettatamente divertente, comico e grottesco. Infatti si rimane piacevolmente colpiti dal tutto nonostante si sia consapevoli della mediocrità del prodotto, soprattutto grazie a degli aneddoti geniali e dissacranti che ti fanno dimenticare la sciatteria della pellicola. Ma già un film che cita una battuta storica de Il Gladiatore (“al mio segnale scatenate l’inferno!”) non può che essere visto senza troppa serietà. I due protagonisti sono adorabili nel loro rapporto fraterno e colpiscono per la loro diversità: Jeremy Renner è come al solito abbastanza inespressivo, però incarna alla perfezione un Hansel sarcastico, sbruffone e maestro d’armi formidabile, mentre l’eterea Gemma Arterton è una Gretel irriverente, furba ed osservatrice. E quando vedi Hansel soffrire di diabete perché da piccolo una strega l’ha costretto a mangiare troppi dolci, allora in una grossa risata ti rendi conto che una battuta geniale ed assurda come questa può sopperire a milioni di difetti.

Hansel e Gretel – Cacciatori di streghe non è una pellicola pretenziosa come altre che rivisitano le vecchie favole e va vista senza grosse aspettative. Wirkola realizza un film che porta a termine l’obbiettivo stabilito, quello d’intrattenere il pubblico con una storia dagli echi favolistici, arricchita da scene d’azione splatter e da situazioni buffe e divertenti. Forse sarebbe potuto essere un film migliore anche dal punto di vista della sceneggiatura se avesse sfruttato di più i significati reconditi della favola originale, ma visto che è già in cantiere un seguito, non resta che aspettare fino al prossimo combattimento sanguinolento tra Hansel e Gretel e la nuova strega di turno.

Hansel e Gretel – Cacciatori di Streghe è un film di Tommy Wirkola con Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen e Peter Stormare e sarà nelle sale italiane dal 1° maggio 2013 distribuito da Universal Pictures.

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Serafina Pallante

Laureata al DAMS di Roma. Appassionata di cinema in tutte le sue forme ed espressioni, studia per diventare critico cinematografico. Su TheVoiceOver si occupa della sezione Recensioni.

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