Fast & Furious 6, la recensione

Quella di Fast & Furious è una delle saghe il cui successo è il più difficile da comprendere. Possono una serie di film avere un seguito così smisurato basandosi quasi esclusivamente sull’azione e sulla spettacolarità, dove ad una trama credibile si sostituisce un distacco sempre più eclatante dalla realtà? A quanto pare si, visto che la serie, iniziata nel 2001, ha accumulato 1,5 miliardi di dollari con cinque pellicole, la cui quinta, Fast Five, ne ha stabilito la consacrazione. Ma proprio come Fast Five insegna, le corse clandestine per le strade di Los Angeles non hanno più molto senso al giorno d’oggi, quindi tocca portare la storia, o meglio i protagonisti, in scenari e su livelli diversi. Adrenalina e corse mozzafiato sono sempre centrali e nel susseguirsi dei vari film della serie la presenza di questi due elementi è sempre aumentata. Ma stavolta si è voluto proprio esagerare: oltre agli inseguimenti ed alle scazzottate, salgono a bordo del baraccone F&F6 anche carri armati, aeroplani, smemorate improbabili e salvataggi al limite del naturale.

Inevitabile poi il cambio di location, come ogni film d’azione che si rispetti: da L.A. siamo passati a Tokyo e poi in Brasile, mentre ora è il turno dell’Europa, con Spagna, Mosca e Londra. Da tradizione anche gli iniziali titoli di testa, costruiti come una vera e propria sigla da serie tv, dove scorrono immagini che riassumono i capitoli precedenti, una sequenza visivamente suggestiva anche se un pò lunga, che accoglie calorosamente i fan del franchise, facendoli sentire a casa e che aiuta a caricare i neofiti del genere.

La trama è leggermente fragile in effetti. L’agente Luke Hobbs (il mastodontico Dwayne Johnson) contatta Dominic Toretto (Vin Diesel per chi non lo sapesse) per aiutarlo a sgominare una pericolosissima organizzazione criminale, promettendogli in cambio l’amnistia. Per convincerli a lasciare il loro esilio dorato (la banda infatti si sta godendo in Europa i 100 milioni di dollari del colpaccio a Rio del precedente film), l’agente Hobbs mostra a Dom una foto recente di Letty (Michelle Rodriguez), l’amore della sua vita, creduta morta ormai da due o tre film, ora passata dalla parte dei cattivi. E’ questo ciò che muove Dom a rimettere insieme la banda, dall’ex poliziotto Brian O’Conner (Paul Walker), ora neo-papà, a tutti gli altri, per mettersi a caccia di questi criminali, capeggiati dall’affascinante quanto spietato Owen Shaw (un convincente Luke Evans), pur di riavere di nuovo la famiglia al completo.

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In primo piano quindi il tema della famiglia che si riunisce, visivamente reso con degli espedienti narrativi e stilistici molto simili, se non uguali, a pellicole come Ocean’s Twelve, dove si vedono i vari componenti della banda che si godono la ricchezza sparsi in giro per il mondo e che alla chiamata del leader rispondono tutti incondizionatamente: una famiglia la cui difesa va a superare qualsiasi cosa, non solo la sicurezza nazionale, ma anche il timore di rimetterci la vita. Poco importa se la smemorata Letty non ricorda niente di niente della sua vita, eccetto il fatto di essere una che corre nelle corse clandestine e che spara a Dom un colpo che miracolosamente manca gli organi vitali.

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Ma un film come Fast & Furious non lo si guarda certo per la trama, quindi è anche inutile stare a criticarla. Diciamo che F&F è uno di quei film action che t’impongono tutta una serie di compromessi per poterli apprezzare: per guardare un film del genere devi dimenticarti che in una città come Londra non sarebbe possibile un inseguimento a tutta velocità in pieno centro; devi dimenticarti che un carro armato che sbuca da un camion e si mette a sparare in piena autostrada è quantomeno strano; devi dimenticarti che da un’esplosione colossale non può uscire illesa una macchina e chi la guida; e devi dimenticarti persino le leggi della fisica più elementare e della logica cinematografica, perché c’è Vin Diesel che ad un certo punto fa un numero che nemmeno Hulk o Nembo Kid avrebbero mai potuto fare. Se riesci a dimenticarti tutte queste cose, ti diverti. Riesci a ridere della sintonia spaccona tra Dwayne Johnson e Vin Diesel, delle mono espressioni degli attori, e riesci a gasarti della scazzottata in metropolitana tra Michelle Rodriguez e Gina Carano, una delle sequenze memorabili del film.

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La forza del film sta proprio in questa sua autoironia, nel non prendersi mai troppo sul serio, mettendo in pratica la grande lezione degli action movie come Die Hard o Arma Letale, che affascinano il pubblico proprio per il mix perfetto di pugni e sarcasmo. Senza tralasciare gli effetti speciali, che in questo film sono molto ridotti, privilegiando una regia autentica e che rende al meglio le sequenze d’azione, veloci ma non confusionarie. C’è pure una bella colonna sonora, una di quelle che ti restano in testa una volta fuori dal cinema e che riascolti camminando verso casa muovendo la testa avanti e indietro.

Non manca la sorpresa finale, dove con un cliffhanger si rinnova l’appuntamento con un settimo episodio già in cantiere, in cui potremo ammirare un nuovo cattivo, un villain coi fiocchi che farà felici gli amanti del genere.

Il regista Justin Lin mette a segno un altro film che sostanzialmente non ha trama, non ha dialoghi, ma che è emozionante, rumoroso, divertente, adrenalinico ed esagerato. Proprio quello che ci si aspetta da un film del genere, cioè che ti faccia spegnere il cervello, che ti faccia esaltare e che ti faccia assumere pose coatte e pronunciare battute ad effetto in immaginari dialoghi nella tua testa.

Peccato che alla fine, nei titoli di coda, compaiano le raccomandazioni allo spettatore di non emulare gli esercizi acrobatici visti sullo schermo. E tu che per un momento ti eri sentito un piccolo Vin Diesel o una piccola Gal Gadot, esci sconsolato/a dal cinema, e guardando la tua piccola utilitaria torni alla realtà, ricordandoti dell’esistenza del codice stradale.

Fast and Furious 6 è un film di Justin Lin, con Vin Diesel, Dwayne Johnson, Gina Carano, Michelle Rodriguez, Paul Walker, Luke Evans, Jordana Brewster, Elsa Pataky, Sung Kang, Gal Gadot, Tyrese Gibson e Joe Taslim, prodotto dall’Universal Pictures, nei cinema il 22 Maggio 2013.

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Serafina Pallante

Laureata al DAMS di Roma. Appassionata di cinema in tutte le sue forme ed espressioni, studia per diventare critico cinematografico. Su TheVoiceOver si occupa della sezione Recensioni.

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