Giuseppe Tornatore presenta La Migliore Offerta in Blu-Ray e DVD

La scorsa settimana abbiamo avuto l’occasione di partecipare alla presentazione stampa del Blu Ray/DVD (qui trovate tutti i dettagli) de La Migliore Offerta, il film diretto da Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso, Baaria)  candidato a ben 13 David di Donatello, tra cui miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura, già acquistabile su Amazon dal 15 maggio. Geoffrey Rush è il protagonista di questo thriller drammatico carico di suspance e mistero in cui interpreta Virgil Oldman, un antiquario rigido e austero, tanto colto quanto solo.

Qui di seguito trovate le domande più interessanti rivolte al regista durante l’evento che si potrebbe paragonare a una vera e proria lezione di cinema.

tornatore

Da quale stimolo è nata la scrittura della sceneggiatura del film? Cosa lo ha spinto a scegliere questo protagonista?

E’ una storia lunga, ha a che fare con un mio metodo di lavoro. Si trattava di una storia che avevo iniziato a dedicarmi già dall’84, non che mi sia occupato solo di quello in tutti questi anni [ride] anche perchè adoro proporre più storie. Non conoscevo questo mondo, ma ero incuriosito perché ricevevo cataloghi d’arte. Mi interessava il linguaggio e il battitore d’aste, che alla fine decide il valore delle cose.

In questo film si respira arte e amore. Come si bilanciano queste forti emozioni?

Si tratta di un equilibrio determinato dall’idea di raccontare una storia d’amore utilizzando un metodo di tipo Noir, il thriller, ma senza morto o assassino. Non si tratta di un giallo, sia perché manca ,come ho detto, il morto, sia perché manca il detective.

Lei avuto ha avuto nel cassetto questo progetto dal 1984. Come si va a valutare quando un idea può diventare qualcosa di interessante o quando puoi effettivamente scartarla?

Ciascuno di noi si affida al proprio intuito, non esiste una formula vera e propria. C’è qualcuno che è già in condizioni di capire che quella determinata idea è valida per sostenere il progetto di un film, se si tratta in questo caso di un cineasta. C’è chi si convince di questo dopo altre verifiche. Io amo seguire questo percorso, con una sola eccezione per un film che ho pensato, scritto e realizzato immediamente. Tutti gli altri progetti hanno avuto sempre lunghissimi tempi di realizzazione. Per me una storia puo’ darmi la forza di farla diventare un film solo quando a distanza di anni, mi ritorna ancora in mente. E’ come una conferma che dice che posso spendere una parte della mia vita a occuparmene del tutto. Credo di poter affermare che, più a lungo è l’incubazione delle idee più è facile la scrittura.

Il protagonista, porta dei guanti fino ad un certo punto del film, in maniera quasi maniacale. Hanno un simbolo particolare?

Beh è un simbolo abbastanza semplice. Il personaggio all’inizio è un uomo dalla personalità molto difficile, oscura. Un uomo che non ha vita sentimentale. E’ una persona che quando parla con le donne non ha la forza di guardarle in faccia. E’ un uomo che non ha rapporto con il mondo, con gli altri e quindi il fatto di portare sempre i guanti mi sembrava molto forte, il fatto che saluti la gente senza sfilarsi i guanti è una cosa schifosa, almeno per me. Avevo studiato perciò sui guanti, sulle varie tipologie. Una di quelle trovate di noi cineasti che nascono dell’approfondimento dell’ossessione del nostro personaggio.

Nel dietro le quinte, per altro molto interessante, si parla di livelli di regia molto diversi e sembra che attori, artisti e regista non siano molto d’accordo. Qualcuno dice che è un labirinto e altri che è molto lineare! Ci racconti di questo aneddoto.

Il film è costruito su un primo livello narrativo di una semplicità assoluta. In questo primo livello lineare si nasconde poi una struttura molto complessa. Nell’intervista che mi ha fatto il giovane filmaker ho risposto semplicemente alla prima linea narrativa [ride] mentre i membri del cast molto più rapidamente si sono riferiti direttamente a quello che aveva a che fare con il loro ruolo e, di conseguenza, entrando nelle fasce più nascoste e complesse della storia. Sembra quindi che nel gioco di montaggio di questo filmato, per altro molto divertente, ci si trovi di fronte a gente pazza che sta parlando di cose diverse. In realtà abbiamo ragione tutti. Non hanno torto loro e non ho torto io.

Il personaggio principale, nonché Virgil Oldman battitore d’asta, è un uomo di ossessione e di tic. Lei ha per caso qualche tic da rilevarci in questo momento? Ha anche per caso un’idea uscita dall’incubazione che magari vuole anticiparci?

Tic miei, talmente gravi da emulare quelli di Virgil Oldman in tutta onestà credo di non averne. Però penso che molti dei tic del protagonista e anche di altri personaggi del mio film, vengano fuori dal mio essere attento a quello degli altri. In fondo fare cinema vuol dire essere attenti a tutto ciò che ti succede intorno 24 ore su 24. Mi hanno sempre colpito quelle persone che quando ti parlano per esempio al di là di una scrivania non intercettano mai l’asse dei tuoi occhi, è pazzesco. Di mio posso dire, e i miei collaboratori lo sanno, è che sono superstizioso ma non si potrebbe neanche definire un tic e non penso sia neanche tanto grave. Per quanto riguarda la domanda di “se c’è un’idea che è uscita dall’incubazione”.. Si, anche se è troppo presto per parlarne.

Che tipo di studi ha fatto per la costruzione del personaggio della donna misteriosa che soffre di agorafobia. Ha incontrato qualcuno con questo disturbo?

Questa è una bella domanda che non mi ha fatto mai nessuno in tutta la promozione del film. Persone che hanno questo disturbo non le ho mai incontrate. Però ho letto quello che esiste su questo argomento e paradossalmente ho scoperto che non esiste moltissimo. Oggi sì, è un disturbo molto studiato, ma esclusi i saggi di adesso, negli ultimi 10 anni ce ne sono davvero pochi. Si parla di documenti che risalgono dagli anni 30, poi negli anni 60. Spesso è un disturbo che viene messo insieme alle crisi di panico, ma in realtà è una cosa ben diversa. Ho parlato con molti terapeuti che hanno curato diverse persone. E’ un argomento molto interessante, anche se, in fondo, non è che serviva molto e quando devo elaborare con la mia fantasia mi piace sempre partire dal dato realistico informandomi.

Qui sotto trovate la sinossi del film:

Virgil Oldman é un genio eccentrico, esperto d’arte, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. La sua vita scorre al riparo dai sentimenti, fin quando una donna misteriosa lo invita nella sua villa per effettuare una valutazione. Sarà l’inizio di un rapporto che sconvolgerà per sempre la sua vita.

Nel cast anche Jim Sturgess, Donal Sutherland, Sylvia Hoeks, Philip Jackson e Dermot Crowley. La pellicola è uscita nei cinema italiani il 1° gennaio 2013.

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Riccardo Mazzi

Diplomato in Tecniche di Marketing e Servizi Turistici. Appassionato di multimedia e tutto quello che riguarda il mondo del cinema. Ha studiato e lavorato in Inghilterra per oltre 1 anno e su TheVoiceOver è redattore della sezione Trailer e Spot TV dei film di prossima uscita nelle sale cinematografiche.

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