L’Uomo d’Acciaio: la recensione negativa

<< Questo è un lavoro per Superman!>>

Questo invece è il lavoro di Zack Snider, celebre per l’epico “300” e il suo prossimo seguito “300: Rise of an Empire”, e Christopher Nolan, impagabile nella realizzazione di “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” e altri celebri film che gli hanno valso la conquista di numerose candidature e riconoscimenti.

A rendere stellari gli esordi della figura di Superman sono gli stessi personaggi creati nel 1933 da Jerry Siegel e Joe Shuster per la celebre testata della DC comics. Ritroviamo dunque l’invincibile Superman e il suo impacciato alter ego Clark Kent (Henry Cavill), la temeraria giornalista Lois Lane (Amy Adams) del Daily Planet , i signori Kent , perseveranti genitori terrestri di Superman (rispettivamente Kevin Costner e Diane Lane) e quelli kryptoniani ( Russel Crowe e Ayelet Zurer). Per finire un antagonista di tutto rispetto, il sanguinario Generale Zod ( Micheal Shannon).

l' uomo d' acciaio

Esattamente come la Marvel, che ha affidato a produttori e registi di successo le storie dei suoi migliori paladini, così la DC aveva compiuto un capolavoro nella precedente trilogia di Batman, con un’attenzione minuziosa all’analisi della tormentata figura del solitario miliardario Bruce Wayne e del difficile rapporto con la sua identità di supereroe. Purtroppo però non si può dire lo stesso di “Man of Steel “, o perlomeno reputo che l’analisi fatta sia stata parziale e ahimè subordinata all’utilizzo smodato degli effetti speciali.

A mio avviso due sono le principali problematiche che affiggono questo film, e che purtroppo permangono ben visibili nonostante la trama sia accattivante e adrenalinica.

In prima battuta la narrazione è un mosaico di flash back ed eventi contemporanei che purtroppo relegano la dura infanzia di Clark Kent giusto a qualche singolo evento di poca nota, legato alla scoperta dei suoi poteri fuori dal comune e al suo stato di emarginazione causato dai continui soprusi da parte dei suoi coetanei . Vediamo dunque un giovane Superman errare per il pianeta terra armato di altruismo e generosità verso il prossimo, senza un motivo preciso, visto che sua intenzione primaria era quella di cancellare le sue tracce, sempre e ovunque nonostante ciò sembri risultare vano di fronte alla caparbietà di una giovane Lois Lane, capace di riunire tasselli insignificanti e ricostruire per intero la sua figura evanescente e misteriosa.

l'uomo d'acciaio

In seconda analisi, la ricerca introspettiva del personaggio è quasi del tutto assente e sembrano bastare le parole del suo vero padre (una proiezione oleografica sopravvissuta alla distruzione di Kypton) per sciogliere ogni incertezza di Clark a rivelarsi al genere umano in tutto il suo splendore. A prova ulteriore di ciò, Superman non ha reticenze nell’offrirsi come merce di scambio al Generale Zod per salvare un pianeta a cui si è appena annunciato e usare uno singolo atomo della sua incredibile forza per scongiurare tale minaccia.

E’ un film su un supereroe e l’azione dunque regna sovrana, ma “Man of Steel “ ne è talmente sovraccarico che lo spettatore alla fine ne risulta annoiato a tal punto ( la distruzione parziale di Metroplis è più apocalittica della città di New York difesa dagli Avengers), che non parteggia più per l’ una o l’altra fazione ma spera unicamente che in qualche modo lo scontro finisca a breve e si concluda in maniera soddisfacente.

Non è tutto da buttare però, poiché l’interpretazione di Russel Crowe , benché sia marginale, ha un peso consistente e lascia il segno per l’intensità delle azioni e del ruolo, capace di rendere la figura del padre naturale, un personaggio di tutto rispetto, con una perseveranza nel manifestare il suo pensiero che non scade nella banale e cieca testardaggine.

 L’uomo d’Acciaio” è dunque un film da supereroi, nel senso che lo si deve essere, per arrivare alla fine della proiezione senza essere assaliti da una tremenda noia, nemica imbattibile anche per Superman.

di Ottavia Tonsi

 

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