Studio Universal presenta: Focus omaggio a Bruce Lee

Studio Universal presenta Bruce Lee Con Furore, omaggio al mito del Kung-fu a 40 anni dalla scomparsa con una rassegna e un Focus in prima TV. 

Lottatore e filosofo ma anche attore, regista, sceneggiatore e produttore, Bruce Lee è scomparso, per cause ancora non del tutto chiare, il 20 luglio 1973, a soli 33 anni.
Studio Universal (Mediaset Premium sul DTT) celebra quest’autentica Star delle arti marziali con un Focus esclusivo prodotto dal Canale che accompagna un ciclo di 5 pellicole cult da lui interpretate.

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Si parte con Il furore della Cina colpisce ancora (1971) di Lo Wey, che vede Lee al suo primo ruolo da protagonista sul grande schermo. Sarà poi la volta di Dalla Cina con furore (1972), autentico must per i cultori del genere, molte delle cui memorabili scene hanno ispirato diversi film postumi, come Kill Bill. Il terzo titolo è L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente (1972), pellicola non solo interpretata ma anche diretta da Bruce Lee. Chiude l’omaggio un doppietta: L’ultimo combattimento di Chen (1978)  e L’ultima sfida di Bruce Lee (1981) in cui Lee compare in immagini di repertorio.

 L’appuntamento è ogni venerdì di luglio alle 21:15

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 Il Focus esclusivo prodotto dal Canale racconta attraverso le immagini, i filmati di repertorio e le scene più significative di alcuni dei suoi film, la vita di uno dei più influenti artisti marziali di tutti i tempi, nonché l’attore più ricordato per la presentazione delle arti marziali cinesi al mondo intero. Il Focus inizia proprio con delle scene vere tratte dal funerale di Bruce Lee.

Estate 1973. Le strade di Hong Kong sono riempite da un’enorme folla che vuole rendere omaggio alla più grande star cinematografica di arti marziali. Bruce Lee è appena morto in circostanze che ancora oggi sono avvolte nel mistero… da quel momento nasce la sua leggenda di indomabile spirito guerriero.

Nato a San Francisco e cresciuto a Hong Kong, Bruce Lee o Piccolo Drago come veniva chiamato in cinese, si accosta da adolescente alle arti marziali frequentando la scuola del  Maestro Yip Man. Carattere Ribelle, frequentazioni poco raccomandabili… al primo fermo della polizia i genitori decidono di fargli cambiare aria mandandolo negli Stati Uniti. A 18 anni Bruce, vive a San Francisco e subito dopo a Seattle. Bruce è un dotato atleta che si distingue per incredibile velocità e potenza. Studia il Kung Fu nello stile Wing Chun, ma è attratto da qualsiasi tipo di contaminazione: dalla scherma alla boxe e riesce ad allenarsi fino a 12 ore al giorno. Un approccio che lo porterà a sviluppare una  tecnica personale: Lo Stile senza stile… oggi a tutti noto come: Jeet Kune Do.
E’ in questo periodo che frequenta la facoltà di filosofia all’Università di Washington e conosce una ragazza americana, Linda Emery, che sposerà e con cui avrà due figli: Brandon e Shannon.

Maestro, sperimentatore e filosofo, Lee volle farsi ponte tra diverse culture e proporre una nuova immagine dell’uomo asiatico in Occidente. Apre scuole di arti marziali iniziando a farsi un nome in America. Tra gli anni 60 e 70 partecipa a diverse convention dove viene notato dal produttore della serie televisiva Batman e Robin (William Dozier) che lo provina con successo per il ruolo di Kato: il co-protagonista del Calabrone Verde. Caparbio e motivato come nessun altro, Lee trova una grande occasione ad Hong Kong nel 1971. La casa di produzione Golden Harvest è una fan di Kato e lo vuole protagonista di ben due film: Il Furore della Cina Colpisce ancora e Dalla Cina Con Furore. Girati a bassissimo budget, entrambi battono tutti i record d’incassi a Hong Kong dando a Bruce Lee la notorietà internazionale. Guadagna solo 15.000 dollari, mentre i film incassano oltre 10 milioni. Lee utilizza per la prima volta delle armi che saranno associate a lui per sempre: i nunchaku. Formati da due bastoni e una catena, venivano usati in origine dagli antichi contadini cinesi per difendersi. Bruce diventa un eroe. Jeh Chen, infatti, protagonista di: Dalla Cina Con Furore si oppone duramente all’invasione giapponese incarnando l’orgoglio nazionale.

Dopo l’enorme successo e i continui scontri con il regista dei film precedenti, Lo Wei, Bruce nel 1972 produce, scrive e realizza L’urlo di Chen Terrorizza anche l’Occidente, diventando socio di Raymond Chow il Boss della Golden Harvest. E’ il primo film di arti marziali girato in occidente. Bruce sceglie come location Roma – la città dei gladiatori-  e un amico marziale come avversario: Chuck Norris alla sua prima apparizione cinematografica. Girato al Colosseo, il combattimento richiese tre giorni di riprese e venti pagine di copione disegnate nello storyboard in ogni dettaglio dallo stesso Lee. Ancora oggi rimane la migliore sfida di arti marziali mai vista nei film di questo genere.

Nel 1973, sotto stress per la scrittura e regia di Game of Death, lavora giorno e notte. Il 20 luglio si trova a casa di Bettie Ting Pei, un’attrice locale di Hong Kong con cui pare intrattenesse incontri molto “galanti”. Ma viene colto da un malore che gli è fatale. Il film, nella versione italiana: L’ultimo Combattimento di Chen esce Ri-scritto e Ri-montato nel 1977. Lee appare solo nelle scene di combattimento finali indossando la mitica tuta gialla da motociclista che verrà ri-presa in suo omaggio da Quentin Tarantino per vestire la vendetta di Uma Thurman nel primo Kill Bill.

La morte di Bruce Lee è una grande ferita nella cinematografia di Hong Kong. Le case di produzione, orfane del suo talento, iniziano a distribuire film interessanti che annunciano il suo nome nei titoli, per esempio L’ultima sfida di Bruce Lee. Ma gli attori che lo sostituiscono non sono che ombre.

Lee lascia un segno indelebile nella storia del cinema di arti marziali unendo finalmente Oriente e Occidente.

 

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Silvia Piccoli

Studentessa in Scienze della Comunicazione con una grande passione per il cinema, si occupa dell'amministrazione di TheVoiceOver.it ed in particolare gestisce le sezioni Film (Clip e Featurette), Movie Trivia e Premi/Festival.

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