Cose Nostre – Malavita, la recensione

Trovo sempre originalmente bizzarra la scelta italiana dei titoli dei film stranieri, come un semplice ed efficacie “The family” diventato un banale e ridondante “Cose nostre-Malavita”, chiaro e plurimo riferimento a una terminologia che senza indugi svela, senza dubbio alcuno, il tema trattato nel film.

Evidentemente non bastava la regia del pluripremiato Luc Besson e la produzione stellata di Martin Scorsene, così come non era sufficiente la presenza di Robert De Niro e Michelle Pfeiffer, a rendere  il film sufficientemente riconoscibile allo spettatore.

Dopo un inizio dalle sfumature italiane, si viene subito trasportati in uno stereotipato paesino della Normandia francese dove la famiglia Blake è stata spedita, per l’ennesima volta, dal programma di protezione dell’FBI, per ovviare al problema miliare che la affligge: recitare il ruolo della famiglia perfetta.

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L’idea di Besson è sicuramente originale, trasportare un fulcro di action/gangster/mafioso tipicamente americano,  in un pacifico contesto europeo, e volendo esagerare, pure in una romantica campagna francese, per  divertire lo spettatore con il conflitto che inevitabilmente, si viene a creare tra queste due realtà diametralmente opposte e costrette a convivere in forzata armonia.

Gli scontri e gli effetti che ne conseguono hanno un andamento discontinuo a livello qualitativo e, mentre le reazioni di Fred Blake (Rober de Niro) e del figlio Warren (John D’Leo) sono presentate con naturalezza e realismo, fondendosi con la trama e regalando agli spettatori più di un sorriso, non si può dire altrettanto delle controparti femminili Maggie (Michelle Pfeiffer) e la figlia Belle (Dianna Agron) le cui prodezze risultano talmente esasperate ed esagerate da risultare goffe e poco credibili.

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Cose Nostre – Malavita dunque non convince del tutto, da un lato vi è l’indiscutibile originalità della trama e di alcuni dettagli ricercati che un cineasta potrà sicuramente ritrovare senza difficoltà, come gli evidenti omaggi a Scorsese (momento di metacinema sfiorato con la proiezione di “Quei bravi Ragazzi”) ma dall’altra vi sono surreali scene di vita quotidiana intervallate da momenti di violenza gratuita, perché esagerata rispetto alle situazioni in sé anche se perfettamente in linea con l’approccio che i Blake adottano nei confronti di qualsiasi circostanza a loro avversa.

Un dettaglio invece del quale  si rimane piacevolmente colpiti è la perfetta commistione tra la lingua inglese e francese, che conferisce un realismo notevole alla vicenda; infatti gli abitanti del piccolo paese si rapportano con i nuovi arrivati con un inglese a dir poco elementare e arricchito da un vistoso accento indigeno come la logica impone, ma ovviamente fra di loro usano il francese.

Robert De Niro, avvezzo ormai da anni a questo genere di ruoli, si muove con naturalezza, dando spessore al suo personaggio e rendendolo credibile anche nei momenti di cedimento o di confronto con il suo “carceriere” dell’FBI (Tommy Lee Jones), riportando alla mente le sue più brillanti interpretazioni.

Dall’altra parte Michelle Pfeiffer gioca tra la madre premurosa e la donna mafiosa vendicativa, ma non convince del tutto, forse un compito sin troppo complesso tenere insieme due aspetti tanto diversi.

Le giovani promesse di John D’Leo e Dianna Agron caratterizzano al meglio i loro personaggi, districandosi tra l’arduo compito di vivere come normali studenti liceali e il seguire i loro più naturali istinti genuinamente scorretti.

E’ un film che è difficile catalogare, poiché confonde lo spettatore nel suo giudizio, perché perso in un mix di action, comedy e noir; dove le brillanti conversazioni tra De Niro e Tommy Lee Jones e le scene in puro stampo mafioso, con sparatorie a sangue freddo ed esplosioni, a mio avviso,  non bastano a risollevare del tutto l’intera trama.

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La volontà di tener insieme aspetti e situazioni ossimoriche conduce il film a un prevedibile epilogo e ciò di cui lo spettatore ha ricordo sono solo le sequenze da autentico gangster di De Niro, quando ancora interpretare un mafioso non faceva ridere.

 

Cose Nostre – Malavita è un film di Luc Besson con Robert De Niro, Michelle PfeifferJohn D’Leo, Dianna Agron e Tommy Lee Jones. Il film arriverà nelle sale italiane il 17 Ottobre, distribuito da Eagle Pictures.

di Ottavia Tonsi

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