Hercules: la leggenda ha inizio, la recensione

“Più di ogni altra cosa, temo la tua dipartita. In ogni momento”

Una premessa a questa recensione è più che doverosa: dimenticate tutto ciò che avete mai imparato durante la vostra carriera scolastica e negli anni successivi, riguardo la figura mitologica di Hercules.

Se già il trailer lasciava poche speranze, la visione del film non ha fatto che confermare la mia tesi iniziale, ovvero che come frequentemente accade, la trattazione dei miti da parte degli americani si risolve, il più delle volte, in storielle banali e totalmente stravolte, dove la preoccupazione principale sembra sia screditare il personaggio mitico in questione.

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Come sfortuna, ho dalla mia la passione per la mitologia greca, e nonostante sappia benissimo che la complessità dei miti ellenici sia difficilmente trasponibile sul grande schermo, sono sempre stata di larghe vedute, infatti  per esempio, ritengo che il film  “Troy” (2004), abbia trattato e narrato in maniera  abbastanza soddisfacente le vicende della guerra troiana, senza rendere troppo patetici i personaggi (anche se la presenza divina era stata completamente eliminata dalla trama).

Hercules: la leggenda ha inizio” invece, è un totale tripudio di banalità e di invenzioni di trama del tutto inutili, poiché basterebbe dare una scorsa su Wikipedia per rendersi conto che le vicende che ruotano attorno alla figura di Hercules sono talmente tante e così variegate, che non era davvero necessario inventarsene di nuove, di così poco spessore poi. Vi citerò giusto qualche esempio, che non  precluderà di “apprezzare”  l’intera trama a quei coraggiosi che andranno a vederlo. Ma prima la storia originale.

Hercules, o meglio Eracle, nasce dall’unione di Alcmena e da Zeus sotto le spoglie del marito Anfitrione, re di Tirinto, assente da casa poiché in guerra. Anfitrione, scoperto il tradimento involontario, vuole punire la moglie ma l’intercessione del padre degli dei permette la loro riconciliazione e con gioia si assiste alla nascita di Eracle e del gemello Ificle ( concepito la notte successiva a Eracle, dal padre Anfitrione). Ovviamente però, la regina degli dei, Era, non approva questa unione e per tutta la sua esistenza, Eracle dovrà sventare gli inganni e superare le prove (le famose dodici fatiche e molte altre) che la dea gli sottoporrà, sino a un rappacificamento finale sul monte Olimpo, che culminerà con il matrimonio dell’eroe con la dea Ebe.  Questa in estrema sintesi la vicenda originale.

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Il film invece ci dipinge un tirannico e guerrafondaio Anfitrione, che per brama di potere, attacca e distrugge le città vicine, ultima tra queste, Argo. Alcmena, timorata degli dei, prega Era perché il marito riscopra nel suo cuore un minimo di affetto e abbandoni l’idea di conquistare altri territori. Era, udite le sue preghiere, si rivela a lei e le propone di far nascere il figlio di Zeus, Eracle, che porterà finalmente pace tra le loro terre. Alcmena ovviamente accetta e dà alla luce Eracle, che appare del tutto diverso dal fratellastro Ificle, sia d’aspetto che per i modi. Ificle infatti, è codardo e geloso della forza di Hercules, e il suo odio si acutizza vedendo sbocciare l’amore tra il fratellone la bella Ebe, ribelle figlia del re di Creta.

Qui mi fermo, poiché ritengo di aver portato già sufficienti esempi che si limitano a percorrere i soli primi dieci minuti di film. A giustificare questi cambiamenti così drastici, il regista Renny Harlin, ci espone la sua volontà di rappresentare l’eroe sotto una nuova luce, focalizzandosi sul suo tormento interiore…e fondamentalmente su una storia d’amore del tutto campata per aria.

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Tale motivazione è del tutto inventata a mio avviso, perché la storia di Hercules, già in originale, è pervasa dalla ricerca da parte dell’eroe, della sua vera identità e di quale sia il suo ruolo sulla terra. La crudeltà della dea Era lo condanna più volte alla pazzia e a compiere gesti terribili, come l’uccisione dei suoi figli, abbandonando l’eroe alla disperazione, ma è grazie alla perseveranza del suo lato umano e alla controparte divina, che Hercules riesce finalmente a trovare una collocazione nel mondo.

La trama del film dunque, viene barbaramente banalizzata e arricchita di dettagli patetici, nonché di spezzoni spudoratamente copiati dal kolossal “Il Gladiatore”.

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Gli attori, dal canto loro, seguono e interpretano al meglio i loro personaggi, edulcorati da ogni tipo di spessore patetico, nel senso greco del termine.

Buona certamente, è l’idea di proiettare sul grande schermo attori molto giovani ma non del tutto privi di fama.

Primo tra tutti, Kellan Lutz nel ruolo di Hercules, reso celebre dalla saga di Twilight, che fisicamente rappresenta appieno l’idea mitologica di Eracle, apprezzabile dunque nelle scene in cui la forza bruta la fa da padrona.

Mi è molto piaciuto, nonostante sia stata fatta un’evoluzione totalmente distorta del personaggio originale, Scott Adkins nell’interpretazione di re Anfitrione. Un monarca crudele e guerrafondaio, che sembrava voler goffamente emulare Leonida di “300”, in certe sequenze.

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Ultima interpretazione apprezzabile, Liam Garrigan (Ificle) che riesce a rendere bene il senso di inferiorità incolmabile che divora il fratellastro di Hercules, ma anche, in rare sequenze, quella ricerca di un elogio familiare che non è mai riuscito a ottenere.

I pochi richiami alla trama originale, come l’uccisione random di UN Leone di Nemea ( come se in realtà ce ne fossero molti), o la presenza di un anziano consigliere a corte di nome Chirone (sicuri che non fosse Tiresia? Ma Chirone non era un centauro forse?), non fanno altro che esaltare quanto sia stata poco accurata la ricerca e la documentazione del regista, nonostante si professi un appassionato del genere.

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Ad accentuare il totale sfacelo del film, ci aggiungo l’uso compulsivo degli effetti speciali, volendo immotivatamente copiare le movenze a rallentatore degli spartani del film “300”, dimenticandosi che l’uno era la celebrazione di un fumetto, l’altro la messa in ridicola di un eroe di cui si conoscono le gesta sin da bambini.

 

Hercules: la leggenda ha inizio” è un film diretto e prodotto da Renny Harlin. Il cast è formato da Kellan Lutz, Gaia Weiss, Scott Adkins e Roxanne McKee; nelle sale il 30 Gennaio 2014.

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Ottavia Tonsi

Laureata in Comunicazione Interculturale con una fervida passione per tutto ciò che è made UK e made Japan. Neo recensore su The Voice Over.

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