RoboCop, la recensione

“RoboCop”: non chiamatelo remake!

In arrivo nelle sale cinematografiche italiane il 6 febbraio e diretto da José Padilha (“Tropa de Elite”), RoboCop è -in effetti- il remake del film RoboCop del 1987, firmato Paul Verhoeven e reboot della saga.

E’ l’anno 2028, a Detroit, e Raymond Sellars (Michael Keaton), fondatore della multinazionale OmniCorp, ha sviluppato dei droni che sono stati in grado di vincere le guerre americane in tutto il mondo. L’obiettivo di Sellars è portare la tecnologia in suo possesso per le strade americane, ma i suoi intenti sono impediti dall’atto del senatore Dreyfuss (Zach Grenier), che vieta l’utilizzo dei droni negli Usa. Sellars ha allora un’idea geniale: con il supporto del Dottor Dennett Norton (Gary Oldman), decide di inserire un uomo nella macchina, aggirando l’atto Dreyfuss e tranquillizzando i cittadini. L’uomo scelto per diventare il primo “poliziotto cyborg” è Alex Murphy (Joel Kinnaman), poliziotto onesto e marito fedele, rimasto vittima di un grave incidente che gli ha portato via parte del corpo.
La domanda è: chi ha il controllo? La macchina o l’uomo?

robocop

L’armatura è sempre la stessa, sebbene sia più moderna e sia dotata di visiera non fissa, permettendo all’attore Joel Kinnaman di stare spesso e volentieri a volto scoperto. La OmniCorp continua ad essere la solita, spietata e venale multinazionale. Gli ED-209 (per i profani, i giganteschi robot d’assalto) continuano a pattugliare le strade, e RoboCop ripete la celebre frase “Vivo o morto, tu verrai con me”.
Eppure, proprio non posso definire questo film un remake del primo “RoboCop”, semplicemente poiché riesce ad acquisire una propria autonomia, divenendo indipendente dal film di Paul Verhoeven. Il cinismo e la satira che caratterizzavano il primo “RoboCop” sono svaniti (salvo ricomparire nel personaggio interpretato da Samuel L. Jackson, il giornalista Pat Novak), sostituiti da un’azione ininterrotta ed estremamente elettrizzante, in grado di trascinare lo spettatore per le strade malfamate di Detroit o sulla moto insieme a RoboCop.

RoboCop

Inoltre, José Padilha ha la capacità di non tralasciare la componente psicologica in favore dell’azione: molta è, infatti, l’attenzione rivolta alla mente ed alla coscienza dell’uomo dentro la macchina, quell’Alex Murphy che proprio non ci sta a divenire uno dei qualsiasi cyborg telecomandati dalla OmniCorp, riaffermando la propria umanità e lottando per amore della moglie Clara (Abbie Cornish).

 

RoboCop è un film di José Padilha con Joel Kinnaman, Michael Keaton, Gary Oldman, Samuel L. Jackson e Abbie Cornish. Da domani, 6 Febbraio, sarà distribuito in 350 copie da Warner Bros. Pictures Italia.

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Eva Lico

Studentessa di Lettere all'università di Roma Tre, ha una passione smisurata per il cinema!

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