Lone Survivor, la recensione

Lone Survivor: una storia di coraggio ed onore.

Il 28 giugno 2005 una squadra di Navy Seal viene inviata sulle montagne al confine tra l’Afghanistan ed il Pakistan per portare a termine l’operazione “Red Wings“, con lo scopo di rintracciare il leader talebano Ahmad Shah. Sebbene la missione inizi con successo, gli eventi precipitano quando tre pastori scovano casualmente il nascondiglio dei quattro Navy Seal, mettendo in pericolo la missione, e costringendo i quattro uomini a prendere una difficile decisione: uccidere i pastori, tentando di completare la missione, o lasciarli andare, preparandosi all’evacuazione. I Seal, rispettando il Protocollo Bellico, ed in nome del proprio onore, decidono di rilasciare i tre pastori. Ma, ben presto, le forze nemiche si abbattono su di loro, costringendoli ad affrontare l’inferno.

lone survivor

Questa è la trama del film Lone Survivor, tratto dall’omonimo best-seller, scritto dall’unico sopravvissuto della “Operation Red Wings”, l’ufficiale Marcus Luttrell. Poiché sebbene possa sembrare una storia di fantasia, o la trama di un qualche Call of Duty, si tratta di una storia vera.

Diretto da Peter Berg (“The Kingdom”, “Hancock”, “Battleship”), Lone Survivor è la violenta ed intensa testimonianza dell’unione, del coraggio e della moralità di questi quattro eroi americani, ma anche dell’attaccamento ai propri ideali dell’afghano Mohammad Gulab (nel film interpretato da Ali Suliman, già visto in “The Kingdom”), che, rispettando il codice pre-islamico Pashtunwali, decide di mettere in pericolo il proprio villaggio per salvare la vita al moribondo Luttrell, permettendone il recupero da parte delle forze americane.

Michael, Marcus, Danny e Matthew, i quattro eroi, sono tutti accomunati da una volontà indomabile e da un senso dell’onore che io stessa, nella serenità della mia casa, credevo esistesse solo nella favole. La forza della squadra, con il conseguente eclissarsi del pericoloso individualismo, è il principio che viene sottolineato nel film, affiancando ai modi del classico action movie temi cruciali (soprattutto in questo periodo) quali il sacrifico e l’amicizia.

Lone-Survivor

Lone Survivor è una storia intensa e commovente, che Peter Berg riesce a non trasformare in un melodramma, ma in un film d’azione di stampo documentaristico, in grado di sconvolgere lo spettatore nell’intimità, ponendolo di fronte alla brutalità della guerra e mantenendo sempre alta la tensione.
Se Peter Berg si rivela un regista capace, un applauso va fatto anche agli strepitosi attori: Mark Wahlberg (Marcus Luttrell), Taylor Kitsch (Michael Murphy), Emile Hirsch (Danny Dietz) e Ben Foster (Matthew “Axe” Axelson) con i loro volti ed i loro corpi sono in grado di veicolare emozioni forti, riuscendo ad esprimere non solo il senso di fratellanza, ma anche la forza d’animo e la volontà di sopravvivere che caratterizzavano questi nobili guerrieri.

lone survivor

Vorrei concludere il mio commento al film con le emozionanti parole di Marcus Luttrell: “Non importa quante volte io abbia raccontato questa storia, o quante persone abbiano letto il libro, non è nulla in confronto a quante persone vedranno il film. Ho fatto il mio dovere. Missione compiuta”.

 

Lone Survivor è un film di Peter Berg, con Mark WahlbergTaylor KitschEmile Hirsch, Ben Foster, Eric Bana e Ali Suliman. Al Cinema dal 20 febbraio.

The following two tabs change content below.

Eva Lico

Studentessa di Lettere all'università di Roma Tre, ha una passione smisurata per il cinema!

Ultimi post di Eva Lico (vedi tutti)

Rispondi