300 – L’alba di un impero, la recensione

Approderà oggi nelle sale cinematografiche italiane 300 – L’alba di un Impero, diretto da Noam Murro (“Smart People”), che decide di continuare ed ampliare l’innovativa opera di Zack Snyder, “300”.
La storia greca torna a fare da sottofondo al film: se, infatti, nel film di Snyder si raccontava della battaglia delle Termopili, in 300-L’alba di un Impero lo scenario è quello della battaglia di Capo Artemisio, battaglia navale, precedente a quella definitiva di Salamina, combattuta tra un’alleanza di poleis contro l’Impero persiano nel 480 a.C., in concomitanza alla battaglia delle Termopili. Ma, come chi ha visto il primo “300” sicuramente ricorderà, la storia greca viene manipolata, rimpolpata e violentata dalla fantasia di Franck Miller e dello stesso Snyder, che collabora alla produzione ed alla sceneggiatura di 300 – L’alba di un Impero.

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Il film, basato sulla graphic novel “Xerses” di Frank Miller (“Sin City”), si svolge contemporaneamente agli eventi visti in “300”, raccontando il coraggio del prode generale ateniese Temistocle (Sullivan Stapleton), che guida gli Spartani e l’intero esercito greco in una battaglia navale contro l’imperatore – dio persiano Serse (Rodrigo Santoro), completamente manovrato, come un burattino, dalla perfida (ma impossibile da detestare) Artemisia (una magistrale Eva Green). E la forza del film è racchiusa proprio in Artemisia, spietata principessa guerriera che combatte in nome della gloria e del potere, eccezionale personaggio femminile che trova la sua controparte spartana nella regina Gorgo (Lena Hadley), moglie del defunto Leonida.

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300 – L’alba di un Impero recupera la potenza visiva del primo “300”: la grafica fumettistica e gli schizzi di sangue alla Tarantino che determinavano l’originalità dell’opera di Snyder ritornano in questo nuovo film, che sicuramente appassionerà gli amanti del genere, seppur risulti un po’ ridondante. La grandezza dell’opera di Snyder, infatti, stava tutta nella rivoluzione, nell’originalità della sua estetica cinematografica, volta a mettere in movimento le immagini proprie del fumetto. Questo ritorna nell’opera di Murro ma è, appunto, un ritorno, privato dell’impatto visivo e dell’eccezionalità del primo “300”.

Riflettendoci bene, non può che sorgermi un (ragionevole) dubbio: “300 – L’alba di un Impero” è unicamente un film commerciale, volto a sfruttare il successo incomparabile del primo “300”?

 

300 – L’Alba di un Impero, è il sequel di 300 (di Zack Snyder) diretto da  Noam Murro, con Sullivan Stapleton, Eva Green, Rodrigo Santoro e Lena Hadley. Al cinema da oggi, 6 marzo.

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Eva Lico

Studentessa di Lettere all'università di Roma Tre, ha una passione smisurata per il cinema!

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