I due volti di Gennaio, la recensione

“Le apparenze ingannano”

Tra i romanzi thriller scritti da Patricia Highsmith, I due volti di Gennaio” è certamente considerato dai lettori quello più oscuro e insolito. Nonostante siano solo tre i personaggi principali, che tessono le fila di questa storia, la loro incoerenza e a volte illogicità, hanno suscitato e stimolato l’immaginazione creativa del regista Houssein Amini, per ben quindici anni.

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Atene, Grecia, 1962, i McFarland sono un’affasciante coppia di americani che sta ammirando la bellezza del Partenone, in solitudine, senza avvalersi di alcuna guida. Chester McFarland è un carismatico uomo d’affari che si accompagna con un moglie giovane e seducente, Colette, la cui bellezza finisce per attrarre gli occhi di Rydal, un giovane americano che parla greco. Il ragazzo sbarca il lunario offrendo i suoi servigi in qualità di guida, finendo poi per ingannare e imbrogliare le giovani turiste che a lui si affidano. Con un pretesto, riesce ad avvicinare i McFarland e a guidarli tra i caotici bazar di Atene, lucrando sulla loro ricchezza, ma dopo aver cenato insieme, ritorna al loro hotel con una scusa e si ritrova ad aiutare Chester nell’occultamente del corpo di un uomo che l’aveva aggredito. Rydal ancora non sa, che questo incontro voluto dal destino, lo trascinerà in una spirale di eventi dalle pieghe sempre più oscure e sinistre, senza speranza di poterne uscire illeso.

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Dietro la banale categoria di thriller, “I due volti di Gennaio” nasconde un’attenta esplorazione del lato oscuro della natura umana, di chi si crede superiore agli altri e crede di poter ingannare il destino con la sua furbizia.

Sia Chester che Rydal, infatti, credono di avere pieno potere sulle loro vite, addirittura lucrando su quelle degli altri, ritenendosi al pari degli dei, ma forse non sanno, che secondo la mitologia greca, le divinità erano bugiarde, ingannatrici, gelose e paranoiche, tanto quanto i deboli mortali, di cui invidiavano proprio la caducità delle loro esistenze. Ma i loro due volti, benchè perseguano simili ideali, non sono il perfetto riflesso l’uno dell’altro.

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E in questo enigma di inganni, Colette vaga confusa e paranoica, alimentando inconsciamente gli animi più oscuri dei due uomini, costringendoli ad un confronto finale, che metterà luce sul vero vincitore.

Un thriller, dunque, studiato in modo tale, che lo spettatore diventi complice degli errori dei personaggi, ma solidale nei confronti dei loro dilemmi morali ed emotivi, condividendo paura e dolore.

Palcoscenico di questa storia la Grecia e la Turchia degli anni ’60, dove il paesaggio riflette lo stato psicologico dei personaggi, discendendo con loro nel più oscuro mondo nascosto dell’animo umano.

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Estremamente coinvolgente, è infatti la scena ambientata tra le rovine di Cnosso, sul finire del giorno e l’approssimarsi della notte, dove luce abbandona sia i luoghi che la razionalità umana.

La trama di per sé è molto coinvolgente, perché si addentra senza rimorsi, nei meandri più oscuri della mente umana, mentre i personaggi tentano di combattere un destino, al quale rifiutano di prostrarsi, facendo rivivere nei luoghi della tradizione, lo scontro impari tra umanità e divinità.

Nonostante queste premesse, il film è lento a tratti soporifero, perdendo sin troppo spesso l’anima da thriller per quella da documentario storico naturalistico, con la conseguenza mancanza di empatia con i personaggi del film.

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Interpretazione degna di nota, è quella di Oscar Isaac, nei panni di Rydal, che da piccolo truffatore locale, si ritrova ad affrontare eventi più grandi di lui. Rimanendo avviluppato in questa spirale di menzogne, per la troppa passione di sentimenti che prova verso Colette, riacquista lucidità quando ormai la sua più intima natura si è macchiata irreparabilmente con atti empi.

Pertanto, se siete affezionati ai thriller vecchio stampo, preparatevi ad assistere a qualcosa di completamente nuovo e diverso, con ritmi molto meno frenetici e con un ampio spazio riservato all’indagine più intima della natura umana.

Il risultato sarà, che uscirete da tale visione o piacevolmente sorpresi…o terribilmente annoiati.

“I due volti di gennaio” è un film prodotto da Hossein Amini. Il cast è composto da Viggo Mortensen, Kirsten Dunst e Oscar Isaac; nelle sale il 9 Ottombre 2014.

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Ottavia Tonsi

Laureata in Comunicazione Interculturale con una fervida passione per tutto ciò che è made UK e made Japan. Neo recensore su The Voice Over.

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