Guardiani della Galassia | La recensione

C’è poco da fare. La Marvel non ne sbaglia mai una.

Kevin Feige, la mente a capo della Casa delle Idee rischia e vince ancora una volta. Uscito nel resto del mondo ad agosto, con un imperdonabile ritardo arriva anche in Italia Guardiani della Galassia, l’ultimo colossale blockbuster targato Marvel. E’ un film che compare all’improvviso nel panorama del Marvel Cinematic Universe: non propriamente inserito all’interno della storyline della Fase 2 se non per alcuni riferimenti, questo nuovo cinecomic è un rischio vero e proprio, che conferma ancora una volta la strategia fortissima e dall’avanzata imponente (ci saranno infatti tre film all’anno fino al 2019) messa in atto dalla Marvel Studios. Tratto da un fumetto minore ed anche un pò sfigato del 1969, poi ripreso e rilanciato nel 2008, Guardiani della Galassia è un film epico, avvincente, divertentissimo, commovente, profondo, visivamente stupendo e coloratissimo.

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James Gunn, regista anticonformista e quanto di più distante dal mondo del cinecomic, confeziona un film semplicemente stratosferico. In veste anche di sceneggiatore, il regista (con un passato alla Troma) è in grado di stupire ed esaltare, divertire e commuovere, in un film epico ma scanzonato e con momenti di tensione emotiva davvero inaspettati. Guardiani della Galassia proietta l’universo cinematografico della Marvel nella galassia vera e propria, dimostrando che all’interno dello stesso filone si può comunque spaziare e saltare tranquillamente da un genere all’altro, da quello spionistico di Capitan America: Il Soldato d’Inverno a quello pseudo-fantasy di Thor, fino allo sci-fi puro e alla commedia. Un’avventura coinvolgente basata su di una storia molto semplice ma efficace, con dialoghi geniali ed irresistibili, effetti speciali incredibili ma che non monopolizzano l’attenzione, ambientazioni vintage, musiche sensazionali e momenti di profonda commozione.

L’audace e spaccone Peter Quill, conosciuto anche come Star Lord (in realtà nell’intera galassia non se lo fila nessuno), è un ladro dello spazio, rapito da bambino e portato via dalla Terra per entrare nelle fila di una ciurma di pirati intergalattici. Dopo aver rubato una misteriosa pietra ambita da Ronan, un essere malvagio la cui sfrenata ambizione minaccia l’intero universo, si trova suo malgrado coinvolto in qualcosa più grande di lui. Per sfuggire a Ronan, scagnozzo del più temibile Thanos, Quill è costretto ad una scomoda alleanza con quattro improbabili personaggi: Rocket Raccoon, un procione geneticamente modificato con problemi di gestione della rabbia, Groot, un dolcissimo umanoide dalle sembianze di un albero, la letale e dal passato misterioso Gamora, e il vendicativo ma ingenuo Drax il Distruttore. Quando Quill scoprirà il vero potere della sfera e la minaccia che essa costituisce per il cosmo, farà di tutto per guidare questa squadra improvvisata in una disperata battaglia per salvare il destino della galassia.

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Definito dalla critica “il Guerre Stellari degli anni 2000”, Guardiani della Galassia deve moltissimo allo spirito di Star Wars: non solo per le ambientazioni galattiche e l’elemento dell’universo espanso, ma anche per i personaggi: Peter Quill/Star Lord è molto eroe per caso alla Han Solo, e Groot per alcuni versi può essere associato al personaggio di Chewbacca, ma è allo stesso tempo anche un pò un Ent di Peter Jackson. Star Lord somiglia ad Harrison Ford anche per Indiana Jones: il suo ingresso in scena ricorda molto il personaggio iconico creato da Lucas e Spielberg, con lui che si muove ed ancheggia al ritmo di musica grazie ad un vecchio walkman ed ad un paio di vintagissime cuffie arancioni, con cui ascolta le hit del rock anni ‘80, come “Moonage Daydream” e “Come and Get Your Love”. Anche un po’ di Spielberg quindi, viste le citazioni sparse qua e là, come l’astronave che rapisce Quill e lo porta via dalla Terra, chiaro omaggio ad E.T. l’extra-terrestre. Queste citazioni disseminate per tutto il film non sono però un mero espediente cinematografico per strizzare l’occhio al fan accanito, ma anzi Gunn le inserisce con eccellente maestria, così da creare un’atmosfera vintage originalissima. Il film in generale è tutto un omaggio agli anni ’80, dai colori agli ambienti, dai costumi di alcuni alieni agli strumenti utilizzati, dalle scenografie fino alle musiche, soprattutto le musiche, vera colonna portante del film, che s’inserisce in momenti potenzialmente epici fino a sdrammatizzarli e dissacrarli, con pezzi come “Cherrybomb” delle Runaways.

Oltre a tutti questi elementi già di per sé accattivanti, il cuore e l’anima della pellicola sono i suoi personaggi: gli antieroi e i cattivi ragazzi sono sempre più interessanti, e qui parliamo di 5 criminali sfigati senza arte né parte (fatta eccezione per Gamora che ha un backgroud differente e doloroso) che si trovano coinvolti in qualcosa di più grande di loro da cui inizialmente vorrebbero scappare, ma che poi scoprono di voler affrontare. Eroi atipici, per caso all’inizio e per scelta alla fine, che nonostante le apparenze hanno tutti e cinque un forte senso dell’onore, della giustizia e dell’amicizia. A differenza di The Avengers, che utilizza grandi icone del fumetto, qui i personaggi sono sconosciuti al grande pubblico e non ancora resi intoccabili dal fanatismo. Peter Quill è il leader di questa strana congrega, belloccio e spaccone, ma anche tenero e goffo. Gamora, sexyssima e letale aliena verde e Drax, un uomo vendicativo ed un po’ tonto appartenente ad un popolo che non capisce le metafore, hanno un passato simile pieno di sofferenze ed ingiustizie. Groot poi è uno dei personaggi più dolci e poetici mai visti al cinema, in grado di pronunciare un’unica frase, “Io sono Groot”. Rocket Raccoon è invece un procione spassosissimo, aggressivo e paranoico, un’icona dopo solo due minuti in scena. Ogni personaggio ha il giusto spazio per esprimersi e per farsi conoscere ed amare, e nessuno di loro ruba la scena, forse in qualche frangente solo la coppia Groot e Rocket riesce a catalizzare l’attenzione, cosa molto difficile in un film corale. A differenza dei Vendicatori, dove alcuni personaggi sono più conosciuti degli altri e per questo è più facile che prevalgano, qui sono tutti inediti al grande pubblico che dopo questo film li amerà e vorrà rivederli ancora ed ancora (è nata una nuova saga, questo è certo, visto anche il finale misterioso e piuttosto aperto). Gli avversari non sono proprio degni di ammirazione: insomma non sono inutili come Malekith o gli Elfi Oscuri di Thor 2, ma neanche sono affascinanti, tormentati e stratificati come Loki. Ronan non ha un passato molto approfondito ed è mosso solo da vendetta e manie di potere e questo non sempre basta a rendere temibile un cattivo. Ma in questo caso essendo il film un’avventura nel senso più classico del termine, i villains svolgono comunque benissimo la loro funzione.

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L’estetica del film è tipicamente sci-fi, ma in realtà Guardiani della Galassia è una commedia/western camuffata da cinecomic. E’ una fantascienza allegra quella di James Gunn, spensieratamente intelligente, che unisce momenti di umorismo ed azione senza mai spezzare il pathos, la tensione e la spettacolarità, veicolando valori come l’amicizia e l’importanza di fare squadra, nonché un messaggio ecologico se vogliamo. Il risultato è un vero e proprio mix, mai contradditorio, ma che anzi scorre alla perfezione, proprio come le hit dell’Awesome Mix Vol.1 che Peter ascolta col suo mangiacassette. Ma ciò che davvero caratterizza questo film è l’umorismo schietto e genuino, che spesso arriva a conclusione di scene epiche e colossali. Perle d’ironia come la scusa da rimorchio utilizzata da Star Lord per irretire Gamora: “voglio raccontarti la storia di un eroe. Si chiamava Kevin Bacon e in Footlose insegnava a ballare”, è un’altra citazione esilarante che divertirà i nati in quella generazione e non solo, non buttata lì a caso, ma che contribuisce a definire il sapore nostalgico dell’intero film. Tipica vena pop della Marvel dunque, anche se non totalmente. In Guardiani della Galassia non vi è l’umorismo spicciolo di Thor 2 che prende la metro e appende Mjolnir all’attaccapanni, o quello di Iron Man tutto incentrato sulle battute di Tony Stark: Gunn utilizza un umorismo non gratuito ma al servizio sia della storia sia dell’intero scenario che essa propone.

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A dare il volto, o nel caso di alcuni personaggi solo la voce, c’è un cast eccellente: Chris Pratt è belloccio ma non troppo, cool al punto giusto; Zoe Saldana ormai è abbonata ai ruoli da eroina di un mondo alieno, con orecchie a punta e faccia verde o blu a seconda dei casi (cfr. Avatar o Star Trek); Dave Bautista dimostra di essere molto bravo e soprattutto molto divertente. Menzione a parte per Groot e Rocket, le cui voci originali appartengono rispettivamente a Vin Diesel e Bradley Cooper, interpretazioni che nel doppiaggio vengono completamente perse purtroppo. Dal lato dei cattivi troviamo Lee Pace nel ruolo del paranoico Ronan, dall’aspetto oggettivamente spaventoso; Karen Gillan dopo Doctor Who dà prova di essere brava anche al cinema interpretando Nebula, sorellastra blu di Gamora, altrettando letale e vendicativa. Anche la scelta dei ruoli minori è particolare, come Glenn Close nel ruolo di Irani Rael, leader dei Nova Corps.

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Guardiani della Galassia come detto è un film distaccato dagli altri cinecomics della Fase 2, ma potenzialmente legato, oltre per la presenza del Collezionista di Benicio del Toro, apparso nella scena post-credit di Thor 2, ma soprattutto per la figura di Thanos (Josh Brolin), visto fugacemente nella post-credit di The Avengers e annunciato villain di The Avengers 3. Curioso indizio questo, presagio di un incredibile crossover tra le due saghe che farà andare letteralmente in estasi i fan: cioè seriamente provate ad immaginare tutte queste figure iconiche in un unico grande filmone. Brividi al solo pensiero. Questa di Gunn è dunque una pellicola doppiamente sperimentale: alla Marvel avranno pensato “vediamo un po’ come và, e se va bene, vuol dire che a combattere l’epica battaglia contro Thanos non ci saranno solo i Vendicatori ma anche i Guardiani”. Furbi loro, e su questo ipotetico sviluppo sono aperte le scommesse. I riferimenti ai film Marvel quindi ci sono tutti, dal Collezionista e le sue Gemme dell’Infinito (a proposito occhio alle citazioni presenti nella sua scena) all’immancabile cammeo di Stan Lee.

Il 3D come sempre non è indispensabile (ormai questa frase è un copia-incolla), anche se in questo caso è esaltato dalla paletta di colori del film. Inutile avvertire di restate incollati alle sedie dopo il film, perchè stavolta la scena post-credit è veramente una chicca, atipica e molto diversa dalle altre, ma una gioia per i nostalgici.

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Con Guardiani della Galassia la Marvel impartisce per l’ennesima volta una grande lezione alla DC, ovvero che per avere successo a volte bisogna rischiare con personaggi completamente nuovi e non ripescare figure supereroistiche vecchie ma allo stesso tempo recenti per assicurarsi un successo garantito (ogni riferimento a Batman vs Superman è puramente e fortemente voluto). Ma ad avere paura dei Guardiani non saranno solo Zack Snyder&Co, ma anche il povero J.J. Abrams, che si è visto passare davanti forse il più bel film di fantascienza degli ultimi anni prima dell’uscita del suo Star Wars.

In bocca al lupo ad entrambi verrebbe da dire.

Guardiani della Galassia è un film per tutti ed andrebbe visto da tutti: il trailer aveva tratto un pò in inganno, è vero, ma quello che a prima vista può sembrare un’accozzaglia di roba trash è in realtà in assoluto il film più originale prodotto dalla Marvel.

 

 

Guardiani della Galassia è un film di James Gunn, con Chris Pratt, Dave Bautista, Zoe Saldana, Bradley Cooper, Vin Diesel, Lee Pace, Benicio del Toro, Karen Gillan e Glenn Close. Prodotto dalla Marvel Studios e distribuito dalla Disney sarà ufficialmente nelle sale italiane il 22 ottobre, ma verrà proposto in anteprima al Festival del Film di Roma.

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Serafina Pallante

Laureata al DAMS di Roma. Appassionata di cinema in tutte le sue forme ed espressioni, studia per diventare critico cinematografico. Su TheVoiceOver si occupa della sezione Recensioni.

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