Dracula Untold | La recensione in anteprima

“Arriva il momento in cui il mondo non ha più bisogno di eroi. Arriva il momento in cui quello di cui c’è bisogno… è un mostro.”

La Universal svela i suoi intenti attraverso le parole del protagonista: proporre un filone cinematografico sui “mostri” in una realtà sovrastata dai cinecomic. Peccato che Dracula Untold non abbia nulla a che vedere con la paura e l’horror e molto più con il fantasy, l’azione e i supereroi.

Dopo quasi un secolo di rivisitazioni cinematografiche del Dracula di Bram Stoker (pubblicato nel 1897), la casa di produzione statunitense ha deciso di svelare le origini dell’archetipo che noi tutti conosciamo, raccontando del sovrano passato alla storia con il nome di Dracula, ed entrato nella leggenda come Signore dei Non Morti.
Vlad III di Valacchia, nacque nel 1431 in Transylvania, e fu spedito dal padre, con il fratello minore, al Sultano Murad II di Costantinopoli, che li tenne con sé per alcuni anni addestrandoli alla guerra. Vlad III detto “L’Impalatore” (impalava i propri nemici) governò la Valacchia fino alla sua morte, avvenuta nel 1476 per mano dei Turchi. Il nome Dracul significa in rumeno “drago/diavolo”, ed ha origine dall’appartenenza di suo padre, Vlad II, all’Ordine del Drago: i cavalieri cristiani che combattevano i musulmani dell’Impero Ottomano.

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La sceneggiatura di Matt Sazama & Burk Sharpless parte dalla storia, per poi scivolare nella fantasia. Corre l’anno 1462, la Transylvania è in pace sotto la guida del Principe Vlad III (Luke Evans) e della moglie Mirena (Sarah Gadon), ma quando il sultano Mehmed II (Dominic Cooper) pretende che mille giovani, tra cui Ingeras (Art Parkinson), il figlio di Vlad, siano consegnati all’esercito ottomano, Vlad si trova costretto a dover scegliere se consegnare o no suo figlio, come suo padre fece con lui. L’incontro con un demone (Charles Dance) lo condurrà a stringervi un patto faustiano che gli darà “la forza di cento uomini, la fulminea velocità di una stella cadente e il potere di battere i propri nemici”, ma in cambio gli sarà inflitta un’insaziabile sete di sangue umano; se il principe riuscirà a resistere per tre giorni a questo desiderio, potrà tornare se stesso, altrimenti sarà costretto a dimorare nell’oscurità per il resto della vita.

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Dracula Untold ci racconta le origini dell’icona della cultura popolare, mostrandoci l’uomo prima della leggenda, che sacrifica se stesso nel disperato tentativo di salvare la sua famiglia.
La pellicola si concentra moltissimo –per l’esattezza troppo- sull’umanità di Vlad (e sulla sua cristianità), sottolineando un animo amorevole di padre e marito, quasi dimenticando la sua crudeltà da guerriero e impalatore. E’ proprio questo aspetto ad evidenziare l’incoerenza alla base del film: si parla della nascita e della necessità del mostro, il progetto rappresenta addirittura il primo capitolo di una ciclo di film dedicato unicamente a i più celebri tra i mostri (legati in un universo condiviso), ma la profonda oscurità, la paura, la tensione e la mostruosità, dove sono? Basta pensare ad alcune scene del film, la cui reazione spontanea dello spettatore è una risata, per capire che qualcosa decisamente è andato storto.

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La regia dell’esordiente Gary Shore è priva di uno stile definito, utilizza svariati espedienti ottici, che, mixati alla spettacolarizzazione degli effetti speciali, collocano la pellicola nelle fila dei fanta-action (nonostante la stessa azione violenta sia decisamente trattenuta), con molteplici rimandi allo stile cinecomic; ne è l’esempio lampante Vlad affascinato dalla sperimentazione e dalla scoperta dei nuovi poteri (la trasformazione in pipistrelli che gli permette di spostarsi con rapidità): decisamente supereroistico.

E’ giusto però menzionare positivamente la scenografia di Francois Audouy e i costumi del premio Oscar Ngila Dickson (Il Signore degli Anelli), caratterizzati da una forte attenzione per i particolari, come nel caso dell’armatura del principe Vlad con l’elaborato motivo del drago rosso e nero.

In questo tentativo mal riuscito di rappresentare un Dracula mai raccontato, non si può non riconoscere la capacità interpretativa del protagonista Luke Evans, come sempre affascinante e credibile tanto nelle scene d’azione quanto nei momenti drammatici. Anche le performance della Gadon, di Dance e del piccolo Parkinson sono convincenti, meno il sultano di Cooper.

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Alla base dell’intero progetto c’è –fondamentalmente- una sceneggiatura che non riesce in alcun modo a supportare le valide e interessanti premesse di questa ri-esplorazione cinematografica del mito, e così il risultato è un film per niente soddisfacente.

La scena finale di Dracula Untold spiana esplicitamente la strada verso un prossimo capitolo, ma solo il botteghino potrà deciderne la sorte.

 

 

Dracula Untold è diretto da Gary Shore, con Luke Evans, Sarah Gadon, Dominic Cooper e Charles Dance. Il film arriverà nelle sale cinematografiche giovedì 30 ottobre.

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Silvia Piccoli

Studentessa in Scienze della Comunicazione con una grande passione per il cinema, si occupa dell'amministrazione di TheVoiceOver.it ed in particolare gestisce le sezioni Film (Clip e Featurette), Movie Trivia e Premi/Festival.

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