Exodus – Dei e Re | 40 minuti in anteprima del nuovo kolossal di Ridley Scott, la recensione

Uscirà in Italia il prossimo 15 gennaio (mentre il resto del mondo potrà goderselo già dal 12 dicembre), l’attesissimo nuovo kolossal di Ridley Scott, Exodus: Dei e Re, adattamento cinematografico dell’esodo dall’Egitto del popolo ebraico guidato da Mosè e descritto nel secondo libro della Bibbia. Con un cast eccezionale (e particolare) che annovera attori del calibro di Christian Bale, Joel Edgerton, Ben Kingsley, Sigourney Weaver e Aaron Paul, Exodus: Dei e Re si preannuncia come uno dei kolossal più spettacolari degli ultimi anni, sia per la potenza epica della storia (“un viaggio fatto di trionfo e desiderio di libertà” per citare le parole dello stesso regista), che per la maestosità della messa in scena. A distribuire la pellicola è la Twentieth Century Fox, che ha organizzato presso la Casa del Cinema a Roma un evento speciale per la stampa per presentare quaranta minuti del film in anteprima assoluta. Bisogna precisare che i quaranta minuti mostrati non sono i primi quaranta minuti del film, ma una serie di sequenze unite in quattro gruppi di clip, ognuna introdotta da Ridley Scott in persona. Il regista oltre a descrivere e commentare le sequenze, ci ha tenuto a precisare più volte la parzialità degli effetti visivi e sonori.

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L’analisi qui riportata non è una descrizione dettagliata di ogni sequenza, perchè un’operazione del genere rovinerebbe la sorpresa, ma piuttosto un’analisi generale del materiale mostrato. Il kolossal di Ridley Scott narrativamente è incentrato sulla fuga attraverso le acque del mar Rosso degli schiavi ebrei liberati da Mosè contro il volere del faraone Ramses. Ma ciò che davvero questo film mette in scena è il legame fra due uomini, prima fratelli e dopo nemici, un rapporto che sembra trarre moltissima ispirazione dal film d’animazione della DreamWorks Il Principe d’Egitto, del 1998. Ciò che salta all’occhio sin dal principio (e che lo si poteva già intuire dai vari teaser e trailer rilasciati) è la natura stessa di Mosè, qui dipinto come un guerriero e poi un condottiero, e non come un profeta nel senso classico del termine. Il Mosè di Christian Bale è irascibile, molto umano nelle reazioni, persino arrogante, simile per certi versi al Noè che Darren Aronofski ha ritratto in Noah. Diversissimo da Noah è invece tutto l’impianto visivo del film, che non si delinea come un’opera filosofica in uno scenario semi-distopico, ma anzi in uno perfettamente realistico, un vero e proprio kolossal storico come non se ne vedevano da davvero tantissimo tempo. La storia narrata nell’Esodo si presta a molteplici letture storico, sociali e religiose, nonché estetiche e narrative, ma da questi quaranta minuti mostrati si evince che il regista di Blade Runner ed Alien abbia scelto un approccio classico ma assolutamente non noioso per raccontare una storia che seppur così ancestrale può appartenere a chiunque di noi, così come è successo con Il Gladiatore o Le Crociate.

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Nella prima clip vediamo Ramses e Mosè al cospetto di Seti I (John Turturro), padre di Ramses e nonno adottivo di Mosè, che in seguito ad un sacrificio di buon auspicio compiuto da una sacerdotessa (Indira Warma), chiede ai due uomini di proteggersi a vicenda come veri fratelli, e per rafforzare la promessa scambia le loro spade prima di farli partire per la battaglia, accompagnati dal popolo d’Egitto che li saluta trionfalmente mentre escono dalla città. Già in questa prima sequenza si può notare subito la meticolosa ricostruzione storica e le imponenti scenografie che rendono tutto profondamente autentico. Nelle immagini successive vediamo i due al comando di una spedizione contro gli Ittiti, ed è qui che spicca la peculiarità del cinema di Scott: la sequenza infatti è altamente realistica nei dettagli, incredibile e spettacolare, con una regia magistrale che unisce sapientemente il caos e i dettagli catturati dalla macchina da presa su persone, oggetti ed azioni, rendendola una sequenza ricolma di epicità. L’unico difetto che si può riscontrare è l’uso del 3D che non arricchisce per nulla l’esperienza visiva, ma anzi nelle scene sanguinolente e rapide degli scontri distrae ed infastidisce.

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Nella seconda sequenza s’inizia a conoscere sempre meglio la figura di Mosè, con l’introduzione del personaggio di Nun, il capo della comunità ebrea, interpretato da Ben Kingsley, che rivelerà a Mosè la verità sulle sue origini e sulla sua famiglia. Nella scena successiva si assiste alle tensioni che iniziano a manifestarsi tra i due fratelli quando Ramses chiede spiegazioni a Mosè riguardo le voci sulla sua reale identità, e quest’ultimo pur di salvare la sorella Miriam dalla furia del faraone sarà costretto a confessare di essere ebreo. Seguono a questo punto le scene dell’esilio dalla corte egizia di Mosè, di sua madre e di sua sorella e la fuga attraverso il deserto, per finire poi con la scena del matrimonio di Mosè con Sefora (Maria Valverde), in una sequenza che può ricordare molto il matrimonio di Alessandro e Rossane nel film Alexander di Oliver Stone, un altro grandissimo esempio di un grande kolossal storico di valore purtroppo ed ingiustamente sottovalutato. Segue una scena con un frammento di dialogo tra Ramses e Mosè, in cui si approfondisce ancora di più la psicologia dei due fratelli e la complessità del loro legame, in quanto vediamo Mosè chiedere a Ramses di liberare la popolazione ebrea: dai dialoghi e dalle movenze dei due attori si intuisce perfettamente che la sceneggiatura ha lavorato moltissimo ed in maniera molto attenta e dettagliata sulla costruzione del ritratto di questi due fratelli, che sono chiaramente il centro ed il fulcro del film.

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La terza serie raggruppa senza dubbio le clips più sensazionali ed interessanti anche per quanto riguarda il montaggio. Si tratta infatti dell’arrivo delle piaghe sul popolo egiziano: le scene mostrano quattro delle dieci piaghe che si abbatterono sull’Egitto, e nonostante alcuni effetti visivi incompleti il risultato è semplicemente stupefacente, sia per impatto visivo che per la scelta del montaggio continuativo che lega insieme le varie piaghe come in un effetto a catena, che formerà alla fine un’unica grande piaga d’Egitto, anche questa scena molto molto simile a quella musicata del film d’animazione Il Principe d’Egitto. Dopo la sequenza delle piaghe vi è un altro confronto tra Mosè ormai provato sia nel corpo che nell’anima, lontano dalla figura di guerriero che incarnava all’inizio del film, ed un Ramses segnato dalla peste, ma sempre fermo sulle sue decisioni. Ed ecco arrivare all’ultima sequenza mostrata, il definitivo Esodo del popolo d’Israele e l’arrivo di fronte al Mar Rosso, una sequenza che fortunatamente non ci è stata mostrata, ma che si è conclusa un attimo prima di mostrare quello che sicuramente si rivelerà il momento clou dell’intero film, ovvero l’apertura delle acque del Mar Rosso.

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Quaranta minuti non sono un film intero, ma sicuramente dimostrano che Exodus: Dei e Re possiede tutta la spettacolarità di una storia immortale, unita ad una messa in scena grandiosa, che conferma ancora una volta il talento di un grandioso regista come Ridley Scott. Una regia vicina al cinema contemporaneo, ma allo stesso tempo così old fashion nella realizzazione, così realistica ed autentica. Dopo decine e decine di film realizzati quasi esclusivamente in CGI quasi ci si stupisce di assistere ad un film di questo tipo, con delle vere scenografie, con delle comparse in carne ed ossa, e con una computer grafica che nonostante sia ancora in work in progress non la si nota per niente come effetto perturbante o eccessivo. Insomma sembra quasi strano pensare ad una ricostruzione ambientale così maestosa e dettagliata: il film è stato girato infatti in parte nei Pinewood Studios di Londra, poi in location come nel sud della Spagna, in Almeria e Fuerte Ventura e nelle Isole Canarie, che davvero si mostrano in tutta la loro veridicità. Già film attesissimo, Exodus: Dei e Re dopo questi quaranta minuti di anteprima esclusiva schizza direttamente in pole position nella gara dei film imperdibili di questo inizio anno.

 

Exodus: Dei e Re è un film di Ridley Scott, con Christian Bale, Joel Edgerton, Ben Kingsley, Sigourney Weaver, John Turturro, Aaron Paul e Indira Valma. Distribuito da Twenthies Century Fox, sarà nelle sale italiane il 15 Gennaio 2015.

 

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Serafina Pallante

Laureata al DAMS di Roma. Appassionata di cinema in tutte le sue forme ed espressioni, studia per diventare critico cinematografico. Su TheVoiceOver si occupa della sezione Recensioni.

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